Il bartering pubblicitario, cioè lo scambio di spazi media (tv, stampa, radio, digitale) in compensazione con beni o servizi, ha generato nel 2024 un volume d’affari di circa 400 milioni di euro, in crescita a doppia cifra sul 2023. Le stime arrivano da Mbs Media Communication e sono state diffuse lunedì 24 novembre alla Iulm durante la presentazione del saggio Xmutare – The Barter di Mario Piarulli.
Il meccanismo permette alle aziende di ottenere campagne pubblicitarie senza esborso immediato di cassa, migliorando liquidità, rotazione del magazzino e capitale circolante. La compensazione consente infatti di valorizzare giacenze, eccedenze o capacità inutilizzata, evitando svalutazioni a bilancio e trasformandole in investimenti media.
Secondo Mbs, gli impatti macroeconomici sono rilevanti: ogni euro investito in comunicazione genera mediamente 9 euro di ritorno sul Pil, mentre il settore pubblicitario nel suo complesso sostiene 5,8 milioni di posti di lavoro in Italia ed Europa. Per la sua struttura compensativa, il bartering è considerato inoltre uno strumento anticiclico, perché mantiene attive le campagne anche nelle fasi di contrazione dei consumi o di ridotta liquidità.
L’Italia resta il mercato più avanzato in Europa, unico ad aver avviato una regolamentazione specifica del comparto, dal modello sviluppato negli anni Ottanta fino al coinvolgimento delle principali concessionarie. (riproduzione riservata)