La posizione di Prysmian come leader indiscusso nel settore dei cavi e come beneficiario del capex per i data center non è un segreto. Berenberg resta costruttivo sulle prospettive a lungo termine per cavi e accessori e si aspetta che domanda e offerta supportino una redditività forte anche nel prossimo decennio.
Tuttavia, nota il broker, il titolo Prysmian è balzato del 140% negli ultimi due anni e le aspettative elevate del consenso e una valutazione corretta lasciano poco spazio per ulteriori rialzi dal livello attuale. Per questo, pur alzando il target price sull’azione da 75 a 92 euro (-0,48% a 98,70 euro in chiusura in borsa il 17 febbraio dopo un minimo intraday a 95,12 euro), Berenberg ha tagliato la raccomandazione da buy a hold.
Dal Capital Markets Day di marzo 2025 della società, le stime del consenso sull’ebitda rettificato del gruppo e delle singole divisioni sono aumentate ben oltre gli obiettivi dichiarati dall’azienda per il 2028.
Sebbene le attività di Transmission e delle divisioni Us Power Grid e Digital Solutions abbiano avuto un trend solido nei primi 9 mesi del 2025, «siamo cauti nel prevedere performance altrettanto eccezionali nei prossimi tre anni. Pertanto, ci attendiamo un upside limitato rispetto al consenso nel medio termine», avverte Berenberg.
Anche perché Prysmian attualmente quota a premio del 60% rispetto al concorrente diretto, la francese Nexans. «Sebbene la valutazione premium della società guidata da Massimo Battaini sia supportata da solide performance finanziarie storiche rispetto ai competitor, prevediamo che la sua leadership su metriche chiave si riduca nel medio termine. L’esposizione agli Stati Uniti di Prysmian, fattore chiave nella forte performance del prezzo delle azioni nel 2025, è anche una lama a doppio taglio, a nostro avviso, come dimostrato dai recenti cambiamenti nei dazi sui metalli. Pertanto, riteniamo più probabile un restringimento del premio di valutazione piuttosto che un suo aumento», continua Berenberg.
Questo non ha fermato il broker dall’alzare le stime di ebitda rettificato 2026 e 2027 del 13%/14%, rispettivamente (2,724 miliardi nel 2026 dai 2,42 miliardi stimati per il 2025), per incorporare l’acquisizione di Channell e riflettere il forte andamento dei primi 9 mesi del 2025. L’esecuzione dei progetti e la forte domanda negli Stati Uniti nei settori reti, fibra ottica e data center sono state parzialmente compensate dalla debolezza nelle specialty e da una ripresa più lenta del previsto nei mercati tradizionali dell’edilizia nei primi nove mesi del 2025. E Berenberg si attende dinamiche simili anche nel 2026.
Un occhio, infine, ai conti del quarto trimestre del 2025 (il cda di Prysmian si riunisce il prossimo 25 febbraio). Berenberg si attende ricavi pari a 5,045 miliardi, +9% organico, oltre la stima del consenso a 4,978 miliardi, e un ebitda rettificato di 644 milioni (635 milioni la stima del consenso) con un margine ebitda rettificato in linea con il terzo trimestre dello scorso anno al 14,8%. Per l’intero esercizio 2025 prevede un utile per azione diluito di 4,50 euro e un free cash flow di 1 miliardo (1,144 miliardi il consenso), cifra destinata a salire a 1,270 miliardi nel 2026. (riproduzione riservata)