Prysmian corre nel 2025, con risultati che vengono definiti i «migliori di sempre», e predispone il campo per un’ulteriore accelerazione. Il gruppo dei cavi guidato dall’ad Massimo Battaini ha registrato ricavi per 19,65 miliardi (dai 17 miliardi del 2024), con una crescita organica del 5,4%.
Sul fronte della marginalità, l'adjusted ebitda è stato di 2,4 miliardi (da 1,93 miliardi), con un ebitda adjusted margin passato dal 12,9% al 14,2%. Limitandosi al quarto trimestre, il fatturato è stato di 4,99 miliardi (+4,3% organico), mentre l’adjusted ebitda è stato di 622 milioni (da 518 milioni del quarto trimestre 2024).
Dati in crescita che hanno prodotto un balzo dell’utile di quasi il 74%, passato da 729 milioni a 1,27 miliardi, il dato più alto di sempre. Il miglioramento in parte è dettato dalla piena inclusione nel perimetro di Channell (da luglio 2025) e in parte dalla plusvalenza di 346 milioni derivante dalla cessione della partecipazione nella cinese Yofc. Il free cash flow generato è stato di 1,17 miliardi (dal miliardo 2024), superando la guidance e il debito netto è diminuito da 4,3 a 3,1 miliardi.
I risultati hanno portato il cda a optare per un incremento del 13% del dividendo, da 0,8 a 0,9 euro, per una distribuzione complessiva di 258 milioni. Il titolo ha aperto in calo di circa il 3,5% scambiando sopra 96 euro, ma è poi risalito e a due ore dalla chiusura registra una crescita di circa l’1% scambiando intorno a 101 euro.
Prysmian ha anche annunciato i target per il 2026. L’adjusted ebitda è compreso tra 2,625 e 2,775 miliardi, il free cash flow tra 1,300 e 1,400 miliardi e la percentuale di ricavi totali derivanti da soluzioni sostenibili tra il 47% e il 49%. Secondo la prima analisi degli analisti di Jeffries, il punto medio della guidance per l’ebitda è 1% inferiore al consensus, mentre quello della cassa generata è superiore del 13% alle attese.
Citi, che ha confermato target price a 102 euro e giudizio Buy, ha commentato dicendo che «i risultati del quarto trimestre 2025 sono leggermente soft rispetto al consenso», mentre la guidance 2026 è «sostanzialmente in linea con le attese».
I vertici di Prysmian, però, sembrano voler proseguire nella crescita per linee esterne, come più volte ribadito anche da Battaini. Non a caso in assemblea straordinaria verrà portata anche la richiesta di avere la delega dei soci per aumentare a pagamento il capitale sociale nei limiti del 10%, emettendo così al massimo 29,64 milioni di azioni. Le nuove quote, viene specificato, potrebbero essere usate per «supportare la crescita della società per il tramite di eventuali nuove acquisizioni».
Non a caso, in conferenza stampa Battaini ha ribadito che ora Prysmian è pronta «a operazioni di medie o grandi dimensioni». Già dopo il closing di Channell dello scorso luglio «abbiamo iniziato a lavorare a nuovi target e le discussioni sono in corso. Spero che il perimetro del gruppo possa cambiare nei prossimi 12 mesi», ha aggiunto il ceo. La preferenza resta per operazioni negli Stati Uniti, anche se in Europa si continuano a vagliare le opportunità e in area Latm «potremmo essere interessati a espandere la nostra presenza».
Alla politica di m&a è legato a doppio filo il tema di un eventuale aumento della remunerazione degli azionisti. «La nostra preferenza, in questo momento, è utilizzare le risorse che produciamo per crescere ulteriormente tramite m&a», ha spiegato Battaini. Ma nel caso in cui non ci fosse l’opportunità giusta per allargare il perimetro, incrementare la remunerazione degli azionisti tramite dividendi o buyback «è una possibilità nel medio termine».
Nel 2025, Transmission è stata la business unit con la crescita più rilevante. I ricavi sono stati pari a €3,26 miliardi (+28,7% crescita organica), con un adjusted ebitda di 582 milioni grazie alla crescita del margine di 3,8 punti percentuali al 18,3%. Il backlog si aggira intorno ai 17 miliardi, con altri 2 miliardi di potenziali commesse non ancora inseriti.
Bene anche Power Grid, che ha registrato una forte crescita trainata dal Nord America e dall'Europa e una solida redditività nonostante un temporaneo aumento dei costi dei metalli per parte del business. I ricavi sono stati pari a 3,81 miliardi (+7,6%). Nonostante il calo della marginalità dal 15% al 14,4%, l’adjusted ebitda è salito a 480 milioni.
Forte crescita per Digital Solutions, soprattutto sul fronte della marginalità grazie all’integrazione di Channell da metà anno. Nel 2025 i ricavi sono stati di 1,62 miliardi (+7%), con adjusted ebitda di 268 milioni e margine passato dal 12,9% al 17,3%.
Infine, Electrification, suddivisa in Industrial & Construction e Specialties. La prima ha registrato ricavi per 7,52 miliardi (-0,5% crescita organica) ma in leggera risalita nel quarto trimestre, con adjusted ebitda a 795 milioni e marginalità in aumento dal 12,5% al 13,4%. In flessione invece i dati della seconda, con ricavi per 2,98 miliardi (-1,7%) e adjusted ebitda in calo a 279 milioni. (riproduzione riservata)