Nella startup europea della fusione nucleare Proxima Fusion entra anche Cassa Depositi e Prestiti. La realtà nata a Monaco di Baviera da cinque fondatori tra cui due italiani, il ceo Francesco Sciortino e il coo Lucio Milanese, ha annunciato un allargamento del round di serie A annunciato lo scorso giugno con la raccolta di altri 15 milioni di euro. In questo modo i fondi raccolti da Proxima Fusion salgono a 200 milioni, rafforzando così la posizione della startup «come pioniere nel campo della fusione».
L’operazione annunciata il 9 settembre ha anche una significativa valenza in termini di «sistema Europa», sottolinea Proxima Fusion. A spiegare il perché sono i nomi dei nuovi investitori: Cdp Venture Capital, il fondo del Consiglio europeo per l’innovazione (Eicf) e Brevan Howard Macro Venture, parte di uno dei principali gestori patrimoniali macro globali.
In particolare Cdp Venture Capital ha investito sia attraverso il proprio fondo Large Ventures che attraverso il comparto Energy Tech del fondo Corporate Partners I, un veicolo di investimento dedicato al supporto di startup e scale-up innovative che sviluppano tecnologie per la transizione energetica, tra cui mobilità sostenibile, smart grid, stoccaggio ed energie rinnovabili.
L’ingresso di Cdp ha anche un significato politico e strategico per l’Italia, che pone sempre maggiore attenzione verso l’energia da fusione come una tecnologia strategica per garantire l’indipendenza energetica e la leadership industriale europea.
Proxima Fusion è cresciuta del 20% dall’annuncio del round a giugno arrivando a 100 dipendenti e sta convertendo il nuovo capitale in azioni industriali per consolidare la sua roadmap a lungo termine. In particolare ha effettuato ordini di acquisto su larga scala per elementi essenziali per arrivare all’obiettivo di costruire la prima centrale a fusione commerciale al mondo progettata su Stellarator, tecnologia che sfrutta il calcolo computazionale avanzato e la tecnologia dei magneti superconduttori ad alta temperatura, chiamata Stellaris. Il primo step sarà la costruzione entro il 2027 del primo Stellarator Model Coil, superconduttore necessario per contenere il processo di fusione nucleare.
Il passo successivo sarà arrivare entro il 2031 alla costruzione e all’entrata in funzione di Alpha, lo stellarator demo di Proxima Fusion, la cui la progettazione è in fasi conclusive. La sua sede è ancora in via di definizione: la startup sta valutando potenziali siti di costruzione in tutta Europa.
«Cdp Venture Capital crede fermamente che l’ecosistema deep tech europeo abbia un ruolo chiave da svolgere nello sviluppo delle soluzioni energetiche del futuro», ha affermato Alessandro Scortecci, chief investment officer - Investimenti diretti di Cdp Venture Capital. «La fusione può contribuire all’indipendenza tecnologica, sostenere la competitività industriale e accelerare la crescita economica a zero emissioni. Siamo fiduciosi che Proxima manterrà le promesse e trasformerà il panorama energetico globale».
«Proxima sta mettendo insieme partner pubblici e privati, sviluppandosi a tutti gli effetti come un'azienda europea, unendo competenze, talenti e capitali provenienti da tutto il continente», ha aggiunto Sciortino, ceo di Proxima. (riproduzione riservata)