Dalla top ten delle mete che hanno visto un maggior rimbalzo delle compravendite sono assenti infatti le località super rinomate e di lusso come Cortina d'Ampezzo, Courmayeur e Madonna di Campiglio: qui infatti, come anche in altre mete di pregio, i prezzi non hanno ceduto più del 10-15%, per cui i prezzi si assestano tranquillamente intorno ai 10 mila euro al metro quadrato, per arrivare anche a 15 mila a Cortina. La miglior tenuta delle quotazioni del pregio rispetto al resto del mercato delle case in montagna non è però sinonimo di domanda di pregio non è quindi in ripresa, anzi si assiste un incremento dell'offerta causa la maggiore pressione fiscale (unita al timore di appesantimenti ulteriori proprio per gli immobili di fascia più alta) e dei costi in genere che induce a vendere più che a comprare.
Ma insieme alla categoria delle località intermedie ben conosciute, la ripresa delle domanda ha interessato anche un'altra fascia di mercato, e cioè quella delle località poco note ma graziose e soprattutto vicine a mete e comprensori più importanti. «È il caso per esempio di alcuni paesini della Valle d'Aosta come Antey S. André o La Salle, rispettivamente vicine a Cervinia e Courmayeur», continua l'analisi del Centro Studi di Casa.it. «In questo caso gli acquirenti sono poco interessati alla località alla moda o alla stretta vicinanza agli impianti e preferiscono piuttosto il piccolo borgo raccolto, non caro e a pochi chilometri di auto dalle mete più mondane e dai comprensori sciistici più vasti e serviti».
Ma, oltre al calo dei prezzi, la sostenuta ripresa delle transazioni va letta anche come reazione alla precedente caduta (in alcuni casi anche del 50%) e al fatto che si tratti di piccoli centri e non di città: le compravendite quindi raramente superano il centinaio e anzi in media non sono più di qualche decina l'anno, spesso anche meno. In molti casi bastano quindi poche vendite in più per arrivare a variazioni significative, come nel caso di Reme Notre Dame in Valle d'Aosta cui sono bastate due transazioni per segnare un +100% tondo tondo.
Quanto al futuro, è chiaro che gli investimenti di questi mesi non possono essere che di lungo termine: si compra perché i prezzi sono convenienti e probabilmente non passibili di ulteriori flessioni. Per contro è azzardato aspettarsi un incremento delle quotazioni prima di qualche anno, causa il perdurare della crisi economica oltre che del mercato immobiliare in genere da un lato, e la totale assenza di inflazione dall'altro.
Nonostante ciò molte sono le località che sulla carta appaiono promettenti e che non hanno ancora espresso appieno il loro potenziale in termini sia di prezzi che di compravendite, entrambi ancora deboli. «Interessanti risultano per esempio le località sciistiche del Piemonte, cioè le varie Bardonecchia, Sansicario, Sauze d'Oulx, oltre al già citato Sestriere», continuano da Casa.it. «Dopo il boom in concomitanza delle Olimpiadi invernali del 2006 di Torino, hanno subito una pesante flessione a causa dell'inizio della crisi ma anche dell'eccesso di nuove costruzioni che hanno saturato il mercato prima che altrove. Ora però proprio i prezzi molto convenienti hanno ridato vivacità alla domanda, partendo dalle mete più note come il Sestriere per allargarsi pian piano anche alle altre».
Infine l'Appennino. Ovviamente meno gettonate di quelle alpine, anzi in genere scelte solo da acquirenti locali, le mete appenniniche nell'ultimo anno hanno visto una sostanziale tenuta dei prezzi, specie nella più tradizionale area est (dove si trovano i grandi impianti sciistici di Sestola sul Monte Cimone, la vetta più alta dell'Appennino settentrionale), ma prospettive di crescita si aprono anche per la zona più a ovest, meno conosciuta e per questo lontana dal turismo di massa. Proprio quest'area da un paio d'anni è stata riscoperta dagli inglesi (pensionati o famiglie alla ricerca di un buen retiro) interessati soprattutto all'acquisto di vecchi casolari in sasso da ristrutturare. La domanda si concentra soprattutto a Sestola (patria elettiva di Alberto Tomba) e all'Abetone (una delle più importanti stazioni sciistiche appenniniche), dove si trovano i grandi impianti di risalita, recentemente ammodernati. Qui una casa in zona centrale può arrivare a costare anche 3.300 euro al metro quadro, ma i prezzi scendono a 1.500 euro nelle zone meno centrali e più distanti dagli impianti. Si avvale di oltre 50 chilometri di piste distribuite su quattro splendide vallate. Si può praticare anche lo sci di fondo su due piste ad anello per un totale di 15 chilometri. (riproduzione riservata)
