Un martedì da segnare quello del 28 ottobre. Da un lato una cesura storica che si profila con la Mediobanca ora di personaggi del livello di Vittorio Grilli e Alessandro Melzi d’Eril che inizia una nuova fase dopo gli sponsali con il Montepaschi.
È auspicabile sia che, benché a 80 anni di distanza, ci si ispiri - e ciò vale ovviamente anche per l’ad del Montepaschi Luigi Lovaglio - a quella parte ancora attuale della visione del grande banchiere Raffaele Mattioli, che volle la costituzione di Mediobanca come della Comit e per la Comit, sia che si abbiano presenti gli indirizzi del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, come esplicitati nella Giornata del Risparmio, sulle aggregazioni: esse devono rafforzare gli intermediari, accrescendone ulteriormente l’efficienza, e potenziare l’offerta di servizi migliori (naturalmente, in proporzione con le potenzialità dei diversi intermediari).
Ma martedì 28 è stata anche la giornata della firma dell’addendum del Protocollo Tesoro-Acri sulle fondazioni di origine bancaria. Ad esse è stata data la possibilità di far salire la partecipazione nella banca conferitaria, con l’osservanza di determinati criteri e coefficienti, dal 33 al 44%, in relazione all’andamento delle quotazioni della stessa banca, mentre è stata aumentata da 4 a 6 anni la possibilità della durata in carica per i componenti gli organi di indirizzo degli enti in questione confermabili solo per un altro mandato.
Limitazioni, già comunque osservate, sono previste per i trattamenti degli esponenti designati dalle fondazioni nelle partecipate.
Al Protocollo, che è stato a suo tempo il capolavoro di Giuseppe Guzzetti, il dominus del settore per lunghi anni e che ne ha guidato lo sviluppo e promosso le affermazioni, vengono ora apportati i suddetti emendamenti sotto l'impulso del presidente dell'Acri Giovanni Azzone sulla scia appunto di Guzzetti.
Le fondazioni recepiranno l’addendum nei rispettivi statuti. La maggiore flessibilità per l'operare di questi soggetti privati di utilità sociale, come li definisce la Corte Costituzionale, è ritenuta, a ragione, una benedizione da parte del presidente dell'Abi Antonio Patuelli per il ruolo che essi svolgono come investitori istituzionali pazienti per la stabilità del settore bancario.
Questa funzione è in un necessario equilibrio, per le risorse finanziarie che se ne traggono, con la gamma degli interventi nei settori istituzionali e in quelli connessi per l’evoluzione dell’economia e della finanza.
Di questi ha parlato Azzone martedì prospettando idee interessanti anche riguardo alla celebrazione delle future Giornate del Risparmio e al ruolo che può avere la scuola nonché, più in generale, l’educazione e la cultura finanziarie.
Insomma, adeguate le norme, ora si attende un nuovo impulso, come si ricava da ciò che ha detto Azzone anche con riferimento al ruolo degli enti in questione non solo nell’erogazione per il sostegno di iniziative meritevoli di apporti, ma anche per la partecipazione diretta ai progetti, in una fase di riduzione degli interventi dello Stato sociale a motivo del decremento delle risorse pubbliche disponibili e di grandi trasformazioni nel campo della digitalizzazione e delle altre transizioni economiche.
Le fondazioni, le banche, i progetti, anche in raccordo con il terzo settore, costituiscono un raccordo trilaterale su cui bisognerà sempre più puntare. (riproduzione riservata)