Accordo al via tra WeWork e Cushman per offrire uffici più agili
WeWork, fornitore di spazi flessibili a livello globale, e Cushman & Wakefield, società di servizi immobiliari internazionale, hanno stretto una partnership per commercializzare nuove soluzioni congiunte in tema di lavoro flessibile e riorganizzazione degli spazi di lavoro. Previsti 150 milioni di dollari di investimenti da parte di Cushman, che si inseriranno nell'ambito della fusione (annunciata a marzo) tra WeWork e la Spac BowX Acquisition Corp. Quest'ultima, di proprietà del magnate indiano Vivek Ranadivé, ha valutato WeWork 9 miliardi di dollari (incluso il debito). Oltre a pianificare lo sbarco a Wall Street (inizialmente previsto per il 2019), infatti, WeWork raccoglierebbe anche 1,3 miliardi, comprensivi dei 483 milioni di BowX e degli 800 milioni provenienti da Insight Partners, fondi gestiti da Starwood Capital Group, Fidelity Management, Centaurus Capital e BlackRock. L'accordo con Cushman arriva mentre proprietari e tenant di uffici stanno pianificando il rientro di milioni di dipendenti dopo un anno e mezzo di smart working totale. WeWork e C&W collaboreranno nel riorganizzare gli uffici verso spazi più piccoli e decentrati.
Al traguardo il nuovo tratto dell'Orientale Sarda. Investiti 58 mln
Due svincoli a livelli sfalsati più una rotatoria, un ponte e cinque viadotti, un cavalcavia e una galleria artificiale di 200 metri. Sono le caratteristiche dei 6 chilometri del tratto di strada statale 125 Orientale Sarda, costato 58 milioni di euro e appena inaugurato recentemente alla presenza degli assessori ai Lavori pubblici e ai Trasporti della Regione Sardegna, Aldo Salaris e Giorgio Todde, del vice ministro della infrastrutture, Alessandro Morelli e dell'amministratore delegato di Anas, Massimo Simonini. Il tratto di strada rappresenta un tassello molto importante nei collegamenti stradali tra l'Ogliastra e Cagliari. Iniziati anni fa, i lavori sono andati a rilento per via di vincoli ambientali che hanno causato l'adozione di una variante proprio nel tratto inaugurato nei giorni scorsi.
Svizzera a rischio bolla real estate secondo il bubble index di Ubs
Rischio bolla immobiliare per il mattone elvetico. A indicarlo è l'incremento dell'Ubs Swiss Real Estate Bubble Index, salito dagli 1,78 punti del primo trimestre 2021 a 1,90 punti nel secondo. Pesano il forte aumento del prezzo delle case e la difficoltà di trovare acquirenti nel Canton Ticino. Secondo le rilevazioni i prezzi delle abitazioni sono cresciuti nel secondo trimestre del 5,4% annuo, la variazione maggiore in otto anni. Crescono del 3% anche i mutui casa rispetto al 2020 così come gli stipendi annui medi necessari per acquistare casa, passati da 6,5 a 7,1. Calano invece i canoni di affitto, -3,2%, secondo gli esperti un'altra conferma del rischio bolla. Secondo Ubs a essere più a rischio sono le regioni di Zurigo, Ginevra e Basilea dove aumento della domanda e dei prezzi delle case non sono più sostenibili rispetto al livello di reddito delle famiglie, mentre in nove regioni, di cui quattro nel Ticinese, il rischio è di un eccesso di offerta rispetto alla domanda. (riproduzione riservata)