UnipolSai investirà circa 100 milioni di euro per il progetto di riqualificazione della Torre GalFa, grattacielo di 103 metri costruito nel 1959 su progetto dell'architetto Melchiorre Bega nel pieno del distretto direzionale di Milano. Concluso l'iter autorizzativo del progetto, i lavori inizieranno nel gennaio 2016 e saranno ultimati a fine 2017. «Dopo 16 anni di inutilizzo», ha dichiarato Gian Luca Santi, direttore generale immobiliare di UnipolSai, «Torre GalFa tornerà a essere uno dei simboli della città». La torre GalFa, che ha una superficie lorda complessiva di 27 mila metri quadrati, avrà una destinazione ricettivo/alberghiera (superficie di 12 mila mq dal -1 al 12esimo piano dove ci sarà un nuovo hotel del gruppo Melià) e residenziale (13 mila mq dal 13esimo al 31esimo) con servizi dedicati (autorimessa, box auto, sale meeting e convegni, ristorante e area fitness) e ingressi separati.
La ricetta dell'Ance per far ripartire il Paese
Far ripartire il Paese con 5.300 cantieri su tutto il territorio nazionale in grado di produrre 165 mila posti di lavoro. Si tratta di opere utili già individuate e i progetti sono già pronti, per un valore che si attesta a 9,8 miliardi e con una ricaduta positiva sull'economia generale per 32 miliardi euro. È questa la via maestra indicata dall'Ance per il rilancio del Paese. Gli interventi individuati dalla ricognizione effettuata dall'associazione dei costruttori edili, vanno da Nord a Sud: 948 nel Nordovest, 1.128 nel Nordest, 998 nel Centro e 2.199 nel Sud. I settori interessati sono quelli per la sicurezza delle scuole (20%), per migliorare la qualità della vita nelle città (16%), per contrastare il rischio idrogeologico (13%) e per la manutenzione delle strade (13%). Il 75% dei progetti è a un livello di progettazione avanzata che può garantire una rapida cantierabilità.
Il numero di americani che possiede casa è ai minimi di 25 anni
Il numero di americani che possiede casa è sceso sui minimi di 25 anni mentre quello delle abitazioni pronte all'affitto sfiora i minimi di oltre due decenni. E' quanto emerge da dati elaborati dal Census Bureau americano. Il tasso di proprietà, che mostra la porzione di case occupate in cui il proprietario vive, è sceso al 63,8% nel primo trimestre, minimi dalla fine del 1989. Secondo gli esperti, una crescita debole dei salari, le difficoltà nell'ottenere un mutuo, prezzi in aumento e milioni di proprietà il cui valore è sceso sotto quello per cui il relativo mutuo era stato siglato spiegano il trend. Il tasso delle case disponibili per l'affitto è salito nel primo trimestre al 7,1%, vicino al 7% raggiunto a fine 2014 quando furono raggiunti i minimi di 21 anni, segno di una domanda solida e superiore al numero di abitazioni disponibili per l'affitto. (riproduzione riservata)