L'economia italiana è ancora sotto i livelli pre-crisi, ma la ripresa post-pandemica ha registrato un ulteriore consolidamento in linea con un'accelerazione del pil nel secondo trimestre, che si andrà ampliando anche durante il terzo. E' quanto rilevato dall'istituto di ricerca Prometeia, il quale ha lanciato oggi il nuovo indice Weip (Weekly Economic Indicator Prometeia), nato con l'intento di rispondere meglio alla necessità di monitorare la situazione economica nel Paese, sopratutto alla luce del contesto particolare venutosi a creare in seguito alla pandemia, che ha reso altri strumenti analitici poco attuali ed efficaci.
Come riportato dall'agenzia di stampa Reuters, l'indicatore a cadenza mensile, che raccoglie su base settimanale dati quantitativi, qualitativi e big data, combinandoli in tempo reale con tecniche statistico-econometriche, si attesta a maggio a quota 99,1, avvicinandosi ai livelli precedenti all'emergenza, ma rimanendo ancora al di sotto di essi. Secondo quanto evidenziato da Prometeia nel comunicato di commento ai risultati, "settimana dopo settimana sembra acquistare velocità l'uscita dalla fase recessiva che ha colpito l'economia italiana tra la fine dello scorso anno e i primi mesi del 2021", con l'indice che "da febbraio è tornato a crescere, mostrando che la fase più acuta della crisi è ormai alle spalle".
Come confermato dai dati sul clima di fiducia di famiglie e imprese resi noti da Istat ieri, in maggio la ripresa ha compiuto ulteriori e significativi passi in avanti, in un contesto che vede il pil, secondo Prometeia, crescere sia nel secondo che terzo trimestre, quando vaccini e clima estivo riporteranno il bel Paese ad una situazione abbastanza prossima alla normalità.
In particolare, come riportato da Reuters, le stime di Prometeia per l'anno in corso prevedono una crescita del pil pari al 4,7%. L'economia italiana vedrà, secondo l'istituto, un'espansione media annua del 3,8% nel triennio 2021-2023 e dell'1,2% tra il 2024 e il 2030. La stima dell'istituto è leggermente superiore a quella del Governo, che ipotizza una crescita del 4,5% per l'anno in corso, a fronte della flessione dell'8,9% registrata dal pil nel 2020, a causa della crisi Covid-19. Per quanto riguarda gli altri enti, Banca d'Italia ha identificato una crescita oltre il 4% nel 2021 come "plausibile", mentre secondo il Ref il pil registrerà incrementi superiori al 4% sia quest'anno che il prossimo.
Banca Intesa mantiene invece la sua stima di un +3,7% nell'anno in corso, ma con la concreta possibilità di assistere a ulteriori rischi al rialzo. Secondo quanto riportato da Reuters, Intesa avrebbe aggiunto alle sue previsioni la possibilità che il pil italiano possa salire più del previsto quest'anno in scia al miglioramento della situazione economica, fotografata anche dai dati Istat sulla fiducia.
"Gli sviluppi recenti ci sembrano coerenti con la nostra stima di un rimbalzo del pil dell'ordine di un punto percentuale nel trimestre in corso. Soprattutto, si stanno creando le condizioni per vedere un'accelerazione potenzialmente anche molto ampia nel trimestre estivo, quando l'effetto riaperture sarà massimo", si legge in un report della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo.
Nel complesso, "stanno emergendo rischi al rialzo, per ora di entità moderata, sulla nostra attuale previsione sul pil 2021, che per il momento si attesta al 3,7%. La svolta per l'economia appare già in corso", si legge nella nota di Intesa, che rileva inoltre come nel settore manifatturiero la fiducia abbia segnato un nuovo record da novembre 2017, e che il morale dell'edilizia non toccava un livello così alto da ottobre 2001. (riproduzione riservata