Nel private equity italiano entra un nuovo operatore che andrà a caccia di pmi nel settore sanitario. Si tratta di Primo Capital: già Primo Ventures, la società ha cambiato nome per segnare lo sbarco nel mondo del private equity, dopo che per oltre 10 anni ha presidiato (e continuerà a farlo) il venture capital, superando i 500 milioni di euro di asset impiegati in fondi su digitale, clima, aerospazio e healthcare.
Proprio su quest’ultimo fronte parte l’avventura nel private equity della sgr, che debutta con il veicolo Primo Health: 120 milioni l’obiettivo di raccolta, con hard cap (importo massimo che gli investitori possono sottoscrivere) di 150 milioni e focus di investimento su piccole e medie imprese italiane (con la possibilità di investimenti selezionati in Europa) che siano attive nei settori dei dispositivi medici, delle cliniche, dei farmaci e della medicina veterinaria. Primo Health ha peraltro già completato il primo closing: 64 milioni di euro, con il supporto di tre investitori professionali di peso, e cioè Fondo Europeo d’Investimento (Fei), Fondo Italiano di Investimento sgr (Fii) e Fondazione Enpam, l’ente di previdenza dei medici.
A guidare il fondo Health sarà un team di gestione composto da Andrea Pavero, Carlo Vanoli ed Emiliano Tonelli. Il comparto è classificato articolo 8 secondo la normativa europea Sfdr: questo significa che ha una connotazione Esg con particolare focus, come prevedibile, sull’obiettivo di sviluppo sostenibile numero tre delle Nazioni Unite, relativo a salute e benessere.
Quanto al cambio di nome da Primo Ventures a Primo Capital, questo si inserisce in un contesto di espansione della società di investimento, che ha iniziato il suo percorso nel settore digitale e da allora si è estesa fino a coprire tre aree: la space economy nel 2020 con il primo fondo di venture focalizzato sullo spazio nell’Europa continentale, l’industria healthcare e le tecnologie per l’adattamento e la mitigazione del cambiamento climatico a partire dal 2024. Questa crescita settoriale è stata accompagnata da una diversificazione delle asset class, restando però focalizzati sugli investimenti in equity. «Con il lancio di Primo Capital inauguriamo una nuova fase del nostro percorso, con un focus sempre più forte sul consolidamento, la strutturazione e il rendimento di quello che abbiamo costruito fino a oggi», commenta il ceo di Primo Capital, Antonio Concolino, partner della sgr insieme a Franco Gonella e Gianluca Dettori. «Guardiamo ai prossimi vent’anni», aggiunge, «con l’obiettivo di continuare a contribuire attivamente allo sviluppo del sistema Paese, rafforzando la nostra posizione internazionale e creando valore e opportunità sia per i nostri investitori sia per l’ecosistema tecnologico italiano».
A oggi il portafoglio di Primo Capital è comporto da oltre 55 società, che hanno raccolto più di 500 milioni di euro. Tra i nomi principali compaiono D-Orbit, la startup dell’aerospazio che ha da poco chiuso un round da 150 milioni, la insurtech quotata Yolo, l’operatore e-commerce Shop Circle, fondato da italiani ma con sede nel Regno Unito e da tempo in aria da unicorno, l’azienda di delivery di prodotti agricoli Cortilia e i due progetti editoriali Startupitalia e Factanza Media.
Nell’ambito dell’operazione il team che ha curato tutti gli aspetti legali è composto da Alessandro Corno, Managing Partner di Alma Led, e da Andrea Venturini, Co-founding Partner di Aster Avvocati Associati.(riproduzione riservata)