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Private equity, anno record con 582 operazioni in Italia. Ipotesi Fs nel 2025
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Private equity, anno record con 582 operazioni in Italia. Ipotesi Fs nel 2025

di Stefania Peveraro
28 dicembre 2024, 08:00

Ci sono state più operazioni da qualche miliardo, in molti casi nel settore infrastrutture. E vanno segnalate anche alcune opa su titoli quotati a Piazza Affari, nell’ambito delle quali gli investitori di private equity hanno affiancato gli imprenditori in operazioni aventi come obiettivo il delisting | Private equity 2025, tutti i dossier aperti nei settori tech e tlc in Italia. E le cifre in ballo

Il 2024 si chiude con quasi 600 operazioni per il private equity italiano, tra investimenti e disinvestimenti che hanno avuto come protagoniste aziende tricolori. Lo calcola BeBeez sulla base dei dati raccolti a livello preliminare, che indicano un livello di attività mai raggiunta da quando la società ha iniziato a mappare il mercato.

Nel dettaglio, si tratta di 582 operazioni (contro le 549 del 2023 e le 552 del 2022); il 38,3% è rappresentato da investimenti su aziende target italiane condotti da aziende italiane o estere già nel portafoglio di investitori di private equity e un altro 11% è costituito da investimenti su aziende estere da parte di società italiane nel portafoglio di investitori di private equity, percentuali in aumento rispettivamente dal 37,7% e dall’8,4% del 2023, a conferma del trend crescente iniziato nel 2020. In quell’anno il lockdown aveva infatti portato molti operatori a lavorare sul portafoglio delle partecipate, sviluppando l’approccio buy&build, ossia aggregando piccole e medie imprese dello stesso settore per formare gruppi integrati. Si era quindi passati da una percentuale di add-on attorno al 25-26% delle operazioni mappate pre-pandemia al 38% del 2020 e del 2021, per poi salire al 45-46% del 2022 2023 e appunto al 49% di quest’anno.

In calo invece il numero delle operazioni che hanno riunito investitori privati in club deal, scese a 19 dalle 42 del 2023, anno che però era stato anomalo, dato che in precedenza la percentuale era stata compresa tra il 3 e il 5%. Si tratta di operazioni di piccole o medie dimensioni che fanno numero ma non grandi volumi.
A spingere il controvalore quest’anno ci hanno pensato alcune grandi operazioni, classificate tra gli investimenti diretti, che in totale sono stati 211, quindi ben di più dei 168 mappati nel 2023 ma in linea con i numeri degli anni precedenti. Il deal più grande dell’anno è stato a cessione della Netco di Tim a Kkr e ai coinvestitori per 18,8 miliardi di euro.

Le operazioni nel settore infrastrutture

Ma anche ci sono state anche più operazioni da qualche miliardo, in molti casi nel settore infrastrutture. Per esempio, a inizio ottobre F2i e Finavias hanno firmato il contratto di vendita di 2i Rete Gas, il secondo distributore di gas naturale in Italia. A comprare è stata Italgas sulla base di un equity value di 2,06 miliardi di euro, che includendo il debito finanziario netto e le altre passività nette a fine 2023 porta l’enterprise value a oltre 5 miliardi.

Sempre in tema di infrastrutture ed energia, a marzo Sosteneo sgr, società di investimenti nelle infrastrutture energetiche sostenibili lanciata a settembre 2023 da Generali Investments, ha siglato con Enel un accordo in base al quale il fondo Sosteneo Energy Transition Fundsi è impegnato ad acquisire il 49% di Enel Libra Flexsys, società controllata da Enel Italia che ha l’obiettivo di sviluppare e gestire un portafoglio di progetti costituito prevalentemente da Battery Energy Storage Systems. Il tutto per un corrispettivo di 1,1 miliardi di euro sulla base di un enterprise value di circa 2,5 miliardi.
Altro grande deal è stato il passaggio del controllo di Grandi Stazioni Retail, gruppo che gestisce pubblicità e contratti di locazione in 14 tra le maggiori stazioni ferroviarie italiane e hub per il network ferroviario dall’Alta Velocità. A comprare sono stati Dws Group e Omers Infrastructure, che hanno rilevato il gruppo da Antin Infrastructure e dai coinvestitori Icamap e Borletti Group sulla base di una valutazione di 1,2-1,3 miliardi.
Ancora, tra i big deal va ricordato il recente riassetto di Terminale Gnl Adriatico, che ora fa capo per il 30% a Snam e per il 70% a Vtti, controllata dalla multinazionale olandese Vitol, l tutto in un’operazione da 800 milioni di euro. Così come c’è stato il passaggio de 49% di 2i Aeroporti da Ardian e Crédit Agricole Assurances al fondo spagnolo Asterion Industrial Partners, che si affianca così a F2i sgr nel capitale della holding di gestione di attività aeroportuali in un’operazione da 800-900 milioni.

Opa sui titoli quotati a Piazza Affari

Tra gli investimenti del 2024 vanno segnalate poi anche alcune opa su titoli quotati a Piazza Affari, nell’ambito delle quali gli investitori di private equity hanno affiancato gli imprenditori in operazioni aventi come obiettivo il delisting. Tra queste, a novembre si è chiusa con successo l’offerta su Salcef, gruppo specializzato nella costruzione di infrastrutture ferroviarie e metropolitane e quotato sull’Euronext Star Milano; la famiglia Salciccia si è fatta promotrice dell’opa affiancata dai fondi di Morgan Stanley Infrastructure Partners sulla base di un enteprise value di 1,62 miliardi di euro. Allo stesso modo a maggio si era chiusa con successo l’opa volontaria su Tod’s, promossa da Crown Bidco, il veicolo di investimento che fa capo a L-Catterton (operatore di private equity di cui è sponsor Lvmh) in accordo con Diego Della Valle sulla base di una valutazione del gruppo di 2 miliardi.

Possibile deal sulla rete ferroviaria ad alta velocità

Quanto al 2025, sono in arrivo parecchie operazioni di diverse dimensioni. Il big deal del nuovo anno? Potrebbe essere lo spin-off da Rfi della rete ferroviaria ad Alta Velocità, che vale 8 miliardi di euro. Il progetto e i numeri del dossier sono stati illustrati di recente da Stefano Donnarumma, amministratore delegato e direttore generale di Ferrovie dello Stato, in occasione della presentazione del nuovo piano strategico di Fs. I principali potenziali investitori sono Cassa Depositi e Prestiti e F2i sgr, ma al deal potrebbero partecipare anche alcuni grandi fondi internazionali. (riproduzione riservata)



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