Mancano poche ore all’inizio dell’Amazon Prime Day, il grande evento di shopping online che catalizza milioni di utenti nel mondo e che quest’anno si tiene dall’8 all’11 luglio. Ma l’impennata di attività cybercriminali che minaccia la sicurezza degli acquirenti sta distogliendo l’attenzione dalle offerte. A lanciare l’allarme è Check Point, multinazionale di cybersecurity, che ha osservato un’escalation preoccupante di truffe online legate proprio ai giorni del mega-saldo digitale.
A giugno, la società ha individuato oltre mille nuovi domini sospetti ispirati al brand Amazon. Di questi, ben l’87% è stato classificato come dannoso o sospetto, spesso utilizzato per veicolare campagne di phishing, rubare credenziali o avviare frodi finanziarie. Un dominio su 81 contiene persino la dicitura «Amazon Prime».
Il meccanismo è noto ma sempre più sofisticato: durante eventi ad alto traffico come il Prime Day, i criminali informatici creano siti clonati che imitano le pagine di login o pagamento di Amazon, sfruttando errori di battitura nei nomi dei domini (es. amazon-2025[.]top o amazon02atonline51[.]online) o utilizzando estensioni ingannevoli come .top o .online. A questi si affianca una valanga di email di phishing con oggetti allarmanti come «Errore, rimborso» o «Azione richiesta».
In un esempio recente analizzato da Check Point, un’email con oggetto «Refund Due - Amazon System Error» sembrava provenire direttamente da Amazon, ma in realtà era parte di una campagna di spoofing. Il link portava ad una pagina di login contraffatta, costruita per catturare le credenziali dell’utente.
Le conseguenze possono essere gravi: furto di password, acquisti fraudolenti, sottrazione di carte regalo e persino frode d’identità. Le precauzioni che gli utenti devono adottare sono semplici ma cruciali: diffidare delle offerte troppo belle per essere vere, non cliccare su link contenuti in messaggi sospetti e controllare sempre l’url dei siti prima di inserire dati personali. È fondamentale attivare l’autenticazione a due fattori, mantenere software e browser aggiornati, ed eventualmente usare strumenti anti-phishing per rafforzare la protezione. (riproduzione riservata)