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Prezzi delle case in calo in Germania, ma non in Italia. Ecco i Paesi europei dove il mattone sta diventando meno caro
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Prezzi delle case in calo in Germania, ma non in Italia. Ecco i Paesi europei dove il mattone sta diventando meno caro

25 gennaio 2024, 16:12 Ultimo aggiornamento: 17:27

Il report  European Housing Markets: Forecast Brightens Amid Ongoing Correction di S&P Global Ratings fotografa la situazione dei principali Paesi europei nel quarto trimestre 2023. Sulle tariffe influiscono il caro materiali e la tenuta della domanda 

I prezzi delle case nuove in Europa tengono più del previsto. A registrarlo è il report European Housing Markets: Forecast Brightens Amid Ongoing Correction di S&P Global Ratings. Le motivazioni, scrivono gli esperti, vanno cercate tra i costi dei materiali da costruzione, che nel 2023 sono rimasti alti, la scarsità dell’offerta e la resilienza, nonostante le difficoltà, del mercato del lavoro. Di conseguenza, S&P ha rivisto al rialzo le previsioni sui prezzi delle case. 

Prezzi delle case in frenata in Germania, non in Italia

«L'entità delle nostre revisioni al rialzo varia notevolmente da paese a Paese», specificano gli analisti, «ed è più pronunciata nel Regno Unito, in Irlanda e nei paesi del sud-ovest europeo come Spagna e Portogallo». Al contrario, in Germania e Svezia i prezzi fanno segnare i cali maggiori, pari rispettivamente al 5,4% e al 5,7% tra ottobre e dicembre.

In Italia, nell’ultimo trimestre del 2023, le tariffe sono aumentate dello 0,8%. Un dato in linea con quello della Spagna (+1%) e inferiore a quello di Portogallo (+1,3%) e Irlanda (+1,8%). In Francia, invece, i prezzi sono scesi dell’1,5%.  

Nel 2024 il rallentamento dei prezzi dovrebbe diventare più generalizzato. In particolare, per l’Italia S&P Global Ratings stima un calo del 3,9% nell’ultimo trimestre di quest’anno. Analogamente, in Francia i prezzi dovrebbero raffreddarsi diminuendo del 3,5%. Meno marcata, invece, la discesa attesa in Spagna, dove la stima è di un -0,3%. 

Tiene la domanda, restano i limiti all’offerta

«La nuova domanda si è indebolita meno del previsto», considerano gli analisti. «Una ragione è che il mercato del lavoro europeo si è mantenuto meglio di quanto anticipato, con l'economia europea che ha creato 600 mila posti di lavoro netti nel secondo e terzo trimestre del 2023 mentre la crescita salariale ha continuato ad accelerare». Le previsioni di una crescita ridotta – +0,6% nel 2023 e +1,2% nel 2024 secondo le ultime stime della Commissione europea – non hanno, quindi, avuto un impatto profondo sulla domanda di abitazioni. In più, diversi governi europei hanno intensificato il sostegno finanziario alle famiglie, contribuendo a ridurre l’impatto del rallentamento economico.

Alla tenuta della domanda si abbina, mettendo sotto pressione i prezzi, un’offerta in difficoltà. «Le restrizioni legate all'offerta rimangono il fattore predominante che limita l'attività edilizia in tutta l'Unione Europea», conferma lo studio di S&P Global Ratings. «Sebbene le carenze di materiali e attrezzature si siano attenuate, la carenza di manodopera rimane acuta e ha contribuito all'aumento dei costi di costruzione. Un altro aspetto è che il prezzo delle materie prime utilizzate per la costruzione non è diminuito dai massimi. Di conseguenza, i costi produttivi della costruzione residenziale sono aumentati nel secondo trimestre del 2023 e sono aumentati solo leggermente nel terzo trimestre». Questi fattori hanno un impatto diretto sul prezzo delle case nuove, mentre influenzano meno quello degli edifici esistenti. 

Infine, gli analisti sostengono che il ciclo dei prezzi delle case non abbia ancora raggiunto il fondo. I tassi ipotecari, dunque, non hanno ancora finito di adattarsi ai tassi di interesse, più alti del passato, della Bce, che nel meeting di gennaio ha mantenuto i tassi al 4,5%-4,75%. Nel 2024 «la domanda continuerà ad adattarsi a tassi di interesse più elevati e rallenterà, mentre le restrizioni legate all'offerta probabilmente si attenueranno, a meno di un nuovo shock sulle materie prime», si legge nel report. (riproduzione riservata)



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