La volontà politica è chiara: prorogare ancora una volta il taglio delle accise ed evitare un nuovo balzo dei prezzi della benzina. Ma il problema per il governo resta sempre lo stesso: trovare le coperture. E più passano le ore più la partita si complica. La crisi energetica continua a tener sotto scacco Palazzo Chigi, impegnato a costruire un nuovo decreto Aiuti mentre la guerra in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz continuano a spingere al rialzo petrolio e carburanti.
Il Consiglio dei ministri convocato per venerdì 22 alle 19 dovrà approvare un nuovo pacchetto di interventi, che comprenderà la proroga dello sconto su benzina e gasolio, misure per il trasporto pubblico locale e nuovi sostegni all’autotrasporto, i cui rappresentanti saranno ricevuti da Meloni prima del Cdm nel tentativo di scongiurare il fermo della prossima settimana.
Il vicepremier Matteo Salvini ha assicurato che «il decreto è pronto per il Cdm di venerdì anche con i primi interventi per l’autotrasporto. Saranno centinaia di milioni di risorse interne». Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, i tecnici del Mef e della Ragioneria dello Stato stanno riscontrando «margini di disponibilità» dai vari ministeri per finanziare le misure. Tradotto: stanno bussando alla porta dei dicasteri per trovare le risorse contro il caro-prezzi.
Ma non è detto che basti. C’erano infatti altre ipotesi allo studio del Tesoro, le quali però hanno perso consistenza. Non è per esempio ancora possibile utilizzare il meccanismo delle cosiddette «accise mobili», cioè il sistema che consente di sfruttare l’extragettito Iva generato dall’aumento dei carburanti: le risorse maturate a maggio saranno infatti disponibili soltanto dalla seconda metà di giugno. Anche un’altra strada si è progressivamente raffreddata: utilizzare gli incassi derivanti da alcune misure anti-evasione, come il collegamento telematico tra pos e registratori di cassa.
«Non è mai semplice trovare coperture per misure di questo tipo in assenza di deroghe al Patto di Stabilità», ha ammesso il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Ma qualcosa l’esecutivo dovrà inventarselo. Nel decreto dovrebbe trovare spazio la proroga del taglio delle accise, la quarta varata dall’inizio del conflitto in Iran. Dopo la revisione di fine aprile lo sconto vale attualmente 6,1 centesimi al litro sulla benzina e 24,4 centesimi sul gasolio, Iva inclusa.
L’orientamento del governo è estendere le misure fino all’8 o al 9 giugno in attesa di poter utilizzare successivamente l’extragettito Iva di maggio per rifinanziare le cosiddette accise mobili. La proroga costerebbe circa 260 milioni di euro e dovrebbe rientrare in un provvedimento complessivo da almeno 400 milioni, destinato a comprendere anche nuovi aiuti al trasporto pubblico locale e all’autotrasporto. Per questi ultimi l’ipotesi principale resta la proroga del credito di imposta introdotto a marzo con una dotazione iniziale di 100 milioni. (riproduzione riservata)