Un’alleanza per ripensare il welfare europeo davanti a sfide sempre più complesse. È questo il senso dell’accordo firmato tra Inps e Svb, l’istituto previdenziale dei Paesi Bassi, per rafforzare la cooperazione su demografia, lavoro e innovazione.
L’intesa, siglata dal presidente dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, Gabriele Fava e dalla presidente Svb Diana Starmans, punta su interoperabilità, scambio di competenze e sviluppo di modelli comuni per affrontare le nuove fragilità sociali.
«Il welfare europeo è entrato in una fase nuova della sua storia», ha dichiarato Fava. «La sostenibilità non dipende più solo dalle pensioni, ma dalla capacità di tenere insieme lavoro, demografia, innovazione e coesione sociale».
Da qui la proposta: un grande vertice nel 2027 in Italia tra tutti gli enti previdenziali europei, un vero e proprio «G27 del welfare», per costruire una visione comune. «Abbiamo regole condivise su moneta e finanza, ora serve una strategia comune su welfare e lavoro», ha sottolineato il presidente.
Al centro del confronto anche il ruolo dell’intelligenza artificiale nei sistemi pubblici. Secondo Fava, la tecnologia deve rendere i servizi «più semplici e vicini», non più distanti.
L’Inps punta sul modello di «welfare generativo», basato su personalizzazione dei servizi e anticipazione dei bisogni. Un approccio che potrebbe diventare un riferimento a livello europeo.
Nel corso dell’incontro è emersa anche la necessità di aggiornare il Regolamento Ue 883/2004, per adeguarlo ai cambiamenti in atto.
«Demografia, invecchiamento e trasformazioni del lavoro non possono più essere affrontati in ordine sparso. Serve una risposta europea, capace di non lasciare sole le persone nelle grandi transizioni», ha concluso Fava. (riproduzione riservata)