-Il Ftse Mib chiude al ribasso, segnando un -0,82% a 49291 punti. Sul fronte geopolitico, l'attenzione resta rivolta al Medio Oriente in attesa della risposta di Teheran alla bozza d'intesa americana: 14 punti per mettere fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati. Il piano prevede l'impegno di Teheran a una moratoria sull'arricchimento nucleare, l'ok di Washington alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei fondi congelati e l'apertura di Hormuz. Ma alcune clausole della bozza Usa restano "inaccettabili", secondo il regime islamico.
Sul fronte macro, negli Stati Uniti le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 200.000 unità, in aumento di 10.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Nel frattempo, la spesa per le costruzioni è salita dello 0,6% a marzo, dopo il calo dello 0,2% registrato nel mese precedente. Gli economisti prevedevano un incremento dello 0,2%.
A piazza Affari, prosegue la stagione delle trimestrali. Campari è la peggiore del Ftse Mib (-14,45%) dopo conti sotto le attese.
Tim chiude in rialzo del 3,7% dopo i conti anche se Sky ha chiesto un risarcimento danni tra 1,8 e 1,9 miliardi di euro in solido al colosso tlc e a Dazn sostenendo di aver subito perdite a causa delle violazione delle norme antitrust legata a un accordo del 2021 sulla distribuzione delle partite di Serie A.
Bene anche Poste I. (+2,46%) che chiude il primo trimestre con ricavi record a 3,5 miliardi (+8% a/a) grazie al solido contributo di tutte le divisioni di business con un utile netto pari a 617 milioni (+3% a/a) e un risultato operativo adjusted pari a 905 mln (+14% a/a).
In territorio positivo anche Nexi (+1,21%) dopo i conti. Il gruppo ha realizzato un fatturato di 821,4 milioni (+1 a/a, con una crescita underlying pari al +5% a/a) e un Ebitda di 396,5 milioni (+2,6% a/a).
In calo Bper (-3,32%), che archivia il primo trimestre con un utile ordinario pari a 549 mln. I ricavi core sono risultati pari a 1,768 mld grazie a un margine di interesse pari a 1,087 mld e a commissioni nette per 680,9 mln.
Negativa Finecobank (-1,78%) che registra un utile netto di 162,2 mln (-1,2% a/a) e ricavi per 342,9 mln (+4,1% a/a) grazie alla crescita di tutte le aree di business nei primi tre mesi dell'anno.
Sul comparto energetico, vendite su Tenaris (-6,74%). Nonostante i buoni risultati trimestrali, sul titolo pesa un secondo trimestre prudente a causa del calo delle spedizioni in Medio Oriente. Male anche Terna (-2,62%) che nel 1* trimestre raggiunge un utile di 276,5 milioni di euro (+0,4% a/a).
Fuori dal listino principale, Brembo vola del 10,79% dopo aver rivisto al rialzo la guidance per il 2026.
Guadagni anche su D'Amico (+4,3%) che chiude i primi tre mesi del'anno con un utile di 27,5 mln (+46% a/a) e ricavi totali di 67,6 mln, superando la cifra di 64,1 mln raggiunta l'anno scorso.