Il presidente della Federal Reserve in audizione al Senato: l’economia Usa rimane solida mentre l’inflazione è ancora piuttosto elevata
Il presidente della Fed Jerome Powell conferma cautela nel taglio dei tassi. «Poiché la politica monetaria è ora significativamente meno restrittiva di prima e l’economia rimane solida, non dobbiamo avere fretta di modificare il nostro orientamento», ha detto a Washington in audizione al Senato Usa.
La banca centrale Usa ha ridotto i tassi dell’1% tra settembre e dicembre 2024, portandoli nell’attuale forchetta 4,25-4,5%. Per Powell «la ricalibrazione dei tassi era appropriata alla luce dei progressi dell'inflazione e del raffreddamento del mercato del lavoro».
«Sappiamo che una riduzione troppo rapida o eccessiva della restrizione monetaria potrebbe ostacolare i progressi sull’inflazione», ha detto il presidente Fed. «Allo stesso tempo, una riduzione troppo lenta o insufficiente potrebbe indebolire indebitamente l’attività economica e l’occupazione».
Powell ha poi ribadito l’approccio flessibile della Fed: «Se l’economia rimane forte e l’inflazione non continua a muoversi in modo sostenibile verso il 2%, possiamo mantenere la politica restrittiva più a lungo. Se il mercato del lavoro dovesse indebolirsi inaspettatamente o l’inflazione dovesse scendere più rapidamente del previsto, potremmo allentare la politica monetaria di conseguenza. Siamo attenti ai rischi che gravano su entrambi i lati del nostro duplice mandato».
Sull’inflazione Powell ha osservato che «si è ridotta in modo significativo» negli ultimi due anni, ma rimane «alquanto elevata» rispetto all’obiettivo di lungo periodo del 2%. L’inflazione secondo l’indice sui prezzi Pce (Personal Consumption Expenditures) è stata del 2,6% nei 12 mesi terminati a dicembre, mentre il valore di fondo al netto di energia e cibo è stato del 2,8%. Le aspettative di inflazione a lungo termine «sembrano rimanere ben ancorate» secondo la Fed.
Quanto invece all’andamento del pil, Powell ha osservato che l’attività economica ha continuato a crescere «a un ritmo solido». Il pil è aumentato del 2,5% nel 2024, spinto dai consumi. Il mercato del lavoro, ha aggiunto il presidente della Fed, «rimane solido e sembra essersi stabilizzato» e «non è fonte di significative pressioni inflazionistiche».
Powell non ha risposto alle domande sul possibile impatto delle politiche del presidente Donald Trump sull’economia Usa. Sui dazi, Powell ha detto che «non è compito della Fed commentare o fare politiche commerciali», poiché la materia spetta a «chi è stato eletto. Il nostro compito è cercare di reagire ai dazi in modo ponderato e ragionevole».
Rispondendo a un’altra domanda, Powell ha sottolineato che «non è consentito dalla legge» cambiare membri della Fed. Il banchiere centrale ha poi detto che la Fed «sostiene senza dubbio» gli sforzi per «creare un quadro normativo sulle stablecoin».
Riguardo al settore bancario, Powell ha detto che la Fed è ancora «impegnata» a introdurre le regole di Basilea 3+ e che nel fallimento di Svb c’è stata «un’attenzione particolare ai processi e non abbastanza all’attività bancaria vera e propria, al rischio di credito, al rischio di liquidità e al rischio di tasso d’interesse». (riproduzione riservata)