Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell finalmente si esprime sulle continue ingerenze politiche da parte di Trump. Con una risposta pacata, a modo – in cui il tycoon non viene neanche esplicitamente menzionato – ma decisa. Ha dichiarato: «Sono totalmente concentrato sul fare il mio lavoro. Le cose che contano sono usare i nostri strumenti per raggiungere gli obiettivi che il Congresso ci ha assegnato: massima occupazione, stabilità dei prezzi e stabilità finanziaria. Ed è su questo che ci concentriamo, al 100%.»
Inoltre, si è espresso sulle prospettive fiscali degli Stati Uniti affermando che la traiettoria del debito pubblico americano non è sostenibile e che, prima o poi, sarà necessario affrontarla seriamente. Alla domanda su un possibile secondo mandato dopo la scadenza dell’attuale incarico, prevista per maggio 2026, ha preferito non sbilanciarsi. Il Presidente della Federal Reserve ha ricevuto un fragoroso applauso dal pubblico e dai suoi colleghi sul palco quando ha dichiarato di essere concentrato sul proprio lavoro.
Rispondendo a una domanda rivolta a tutto il panel – a cui è stato chiesto quale consiglio avrebbero offerto al loro successore – ha affermato: «Cerchiamo di garantire stabilità macroeconomica, finanziaria ed economica a beneficio di tutti. Per riuscirci, dobbiamo agire in modo completamente apolitico: ciò significa non schierarsi, non mettere una parte contro l’altra, evitare temi che non rientrano nelle nostre competenze e concentrarci solo su ciò che ci riguarda. In definitiva, vogliamo che i cittadini possano vivere al meglio la loro vita economica, mentre i decisori politici – quelli eletti – possano prendere decisioni importanti in un contesto stabile. Questo è il modo in cui vedo il nostro ruolo.»
Infine ha dichiarato: «se non ci fossero stati i dazi di Trump, avremmo già tagliato di nuovo i tassi. Quando abbiamo visto le dimensioni dei dazi ci siamo messi in attesa, tutte le previsioni d'inflazione sono salite. Non è una reazione eccessiva, serve un po’ più di tempo: la cosa prudente da fare è aspettare e capire di più e vedere quali saranno gli effettii dei dazi sull'inflazione»
Il 1° luglio 2025, Jerome Powell è intervenuto al Forum sulla politica monetaria organizzato dalla Banca Centrale Europea a Sintra, in Portogallo. Questo evento annuale riunisce i principali governatori delle banche centrali mondiali per discutere le sfide economiche e finanziarie globali e per condividere visioni e strategie in un momento cruciale per l’economia globale. Oltre a Powell, al forum hanno partecipato i governatori delle autorità monetarie dell’Eurozona, del Regno Unito, del Giappone e della Corea del Sud, tutte economie di rilievo con un ruolo chiave nella stabilità finanziaria mondiale.
Il Forum di Sintra rappresenta un’occasione fondamentale per un confronto diretto tra i leader delle principali banche centrali, favorendo il coordinamento delle politiche monetarie in un contesto di crescenti tensioni commerciali, inflazione e rischi geopolitici. La presenza di Powell e dei suoi colleghi sottolinea l’importanza di questo momento di dialogo multilaterale, in cui si analizzano gli scenari economici più recenti e si valutano le possibili risposte per garantire stabilità e crescita sostenibile a livello globale.
Negli ultimi mesi, il presidente Trump ha rivolto a Jerome Powell numerosi attacchi personali, definendolo «idiota» e accusandolo di essere «in ritardo nel tagliare i tassi d’interesse», oltre a sostenere che le sue decisioni avrebbero fatto perdere agli americani miliardi di euro. Trump ha anche dichiarato più volte che Powell «non sa fare il suo lavoro».
Nonostante queste continue ingerenze e pressioni, Powell ha risposto con grande compostezza e professionalità. Con queste dichiarazioni, Powell ha voluto mostrare un atteggiamento di distacco rispetto alle polemiche politiche, sottolineando come il suo vero impegno sia rivolto esclusivamente al corretto svolgimento del suo mandato. La sua risposta non è solo un rifiuto implicito delle critiche, ma anche un richiamo all’importanza dell’indipendenza della banca centrale, che deve operare senza pressioni politiche per garantire stabilità economica, piena occupazione e controllo dell’inflazione. Il consiglio rivolto al suo potenziale successore di evitare coinvolgimenti politici rafforza questo messaggio: solo mantenendo una posizione neutrale e professionale si può assicurare la credibilità e l’efficacia della politica monetaria.