Torna a parlare il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, dopo l’intervento dello scorso venerdì, durante il quale, come ampiamente pronosticato, il Fomc ha deciso di lasciare i tassi invariati e aggiornare (in meglio) le prospettive su pil e inflazione.
Il presidente della Fed ha preso parte ad un incontro tenuto da Class CNBC, il cui focus era sull’innovazione delle banche centrali e sulla digitalizzazione. Durante il meeting, dal nome "Come possono innovare le Banche centrali nell'era digitale?”, il numero uno dell’istituto non ha fornito particolari ed ulteriori indicazioni sulla politica monetaria della Fed, già ampiamente trattata nel corso della sua audizione dello scorso venerdì e decisamente fuori contesto, ma ha fatto emergere parecchi spunti interessanti sul tema digitalizzazione e, in particolar modo, valute digitali.
Powell ha ribadito, come già fatto in precedenza, che le criptovalute sono "più uno strumento speculativo, che un mezzo di pagamento", sottolineando che la Fed non ha “alcuna fretta” di adottare un dollaro digitale, che avrà bisogno dell’appoggio politico e di un ampio sostegno pubblico prima di essere adottato. “Le criptovalute private”, ha detto Powell, non sono un sostituto del denaro della Banca centrale e non sono un "buon bene rifugio". "I cripto asset”, ha proseguito, “sono altamente volatili, come il Bitcoin, non risultano utili per mettere da parte valore o per fare acquisti, sono più che altro un asset speculativo, più simili all'oro che al dollaro".
Il numero uno della Fed ha ovviamente riconosciuto i benefici potenziali delle valute digitali, ribadendo che potrebbero essere un valido strumento a patto che vi sia una regolamentazione efficiente. “Vi sono diversi rischi”, ha proseguito Powell, facendo riferimento ai rischi informatici, al riciclaggio di denaro e al finanziamento di attività illecite o a scopo terroristico. “Abbiamo un sistema basato sulle banche centrali che hanno rapporti con le banche, e le banche hanno rapporti con la gente. Non vogliamo competere con le banche su temi quali i finanziamenti, motivo per cui bisognerà capire come utilizzare le valute digitali in maniera da avere benefici e nessuno svantaggio”, ha ribadito Powell.
Le stablecoin sono "certamente sono un miglioramento" ma presentano comunque problemi. Secondo Powell: "Potrebbero avere un ruolo ma non quello di fare da nuova base monetaria globale". Su un eventuale futuro dollaro digitale, ha poi aggiunto "non procederemmo senza il sostegno del Congresso, sotto forma di una legge di autorizzazione", sottolineando come la stessa banca centrale "abbia l'obbligo di essere all'avanguardia sui cambiamenti tecnologici" sui sistemi di pagamento e le possibili valute digitali. "Stiamo sperimentando molto sulle tecnologie, ma non siamo sul punto di prendere decisioni: non dobbiamo affrettarci, un dollaro digitale avrebbe molte implicazioni e dobbiamo stare molto attenti", ha concluso Powell. (riproduzione riservata)