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Wilson (Morgan Stanley): nessun Fed pivot in vista

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Powell a Jackson Hole dirà ai mercati che è più falco di quello che credono

di Kevin Thozet
MF - Numero 164 pag. 14 del 23/08/2022

Gli investitori sono in attesa della riunione dei funzionari della Federal Reserve e delle dichiarazioni di Jerome Powell previste alla fine della settimana. Intanto, i mercati si concentrano sui dati macroeconomici. Con l'inflazione attuale i tassi neutrali potrebbero superare il 2,5% | Fed, alcuni funzionari temono che la stretta sui tassi sia eccessiva | Bullard (Fed) a favore di un rialzo dello 0,75% | IL VIDEO. Morgan Stanley: nessun cambiamento in vista dalla Fed

Il simposio economico di Jackson Hole del 2021 ha visto i banchieri centrali, in particolare Jerome Powell della Federal Reserve, sottolineare la natura transitoria dell'inflazione e quindi attenersi a una forward guidance di tipo accomodante. Da allora questo approccio è stato abbandonato lasciando spazio a un aumento dei tassi a un livello più prossimo alla neutralità e a una maggiore dipendenza dai dati di fronte al persistente aumento dei prezzi.

Dati economici sotto la lente degli operatori di mercato

La mancanza di forward guidance ha fatto sì che gli investitori si focalizzassero più sugli ultimi dati pubblicati piuttosto che sulla comunicazione e la strategia delle banche centrali, per anticipare così le prossime mosse dei policymaker. Le pubblicazioni più recenti sono state positive (negli Stati Uniti, i dati sull'occupazione del 5 agosto hanno evidenziato la creazione di oltre 500mila posti di lavoro a luglio, mentre le vendite al dettaglio hanno superato le aspettative, confermando il forte slancio dell'economia).

Nel frattempo l'inflazione - sia quella effettiva che quella attesa - si manterrà troppo alta nei prossimi mesi e ben al di sopra del target della Fed. Il mercato ha però percepito il tono di Powell durante la riunione del Fomc di luglio come a indicare un rallentamento nel ritmo dei rialzi dei tassi a partire da settembre, innescando un aumento dei prezzi azionari e un allentamento delle condizioni finanziarie. I mercati obbligazionari si aspettano un'inversione di rotta da parte della Fed a partire dal primo trimestre 2023.

Un difficile gioco di equilibri a Jackson Hole

Si tratta di un difficile gioco di equilibri per i policymaker di Jackson Hole. Powell probabilmente vuole segnalare che la Fed non ha concluso il ciclo di rialzi, ma secondo il mercato il rallentamento dell'aumento dei tassi rappresenta l'inizio di un abbandono totale del tightening. Probabilmente il messaggio di Powell sarà incentrato sul slower for longer. Tuttavia, permane il rischio che i mercati allentino ulteriormente le condizioni finanziarie, se si concentrano più sulla prima parte di tale messaggio, ovvero più lentamente, con maggiori difficoltà quando si concretizzerà la seconda, quella del più a lungo.

Potremmo avere ulteriori dettagli sul framework entro cui opera la Federal Reserve; dopotutto il simposio si rivolge a un pubblico accademico e affronta questioni di lungo periodo.

Con l'inflazione attuale i tassi neutrali potrebbero superare il 2,5%

Alla luce dell'attuale situazione economica si potrebbe analizzare il concetto di tassi neutrali così che il livello considerato né accomodante né restrittivo possa essere sfumato per adattarsi ai cambi nelle condizioni finanziarie o a un contesto di inflazione elevata. In effetti, il livello teorico dei tassi neutrali del 2,5% presuppone un'inflazione a lungo termine del 2%. Con un'inflazione statunitense dell'8% circa, la neutralità è probabilmente superiore al 2,5%.

Jackson Hole potrebbe quindi offrire a Powell l'opportunità per sottolineare la compiacenza dei mercati nel fissare tassi terminali così bassi e nell'aspettarsi un cambiamento così repentino della politica monetaria e che un potenziale ciclo di inasprimento più lento (ma più lungo) non rappresenta un via libera per condizioni finanziarie più morbide.

Una finestra sulle prossime azione della Fed ma anche della Bce

Potremmo anche avere qualche elemento in più sulla politica monetaria dell'Eurozona. La prossima riunione della Bce si terrà infatti l'8 settembre e, considerando il quiet period di sette giorni, il simposio di Jackson Hole potrebbe offrire una piattaforma pubblica per preparare ulteriormente il mercato al secondo (atteso) rialzo in 10 anni (che si prevede sarà di 50 punti base a settembre).

Secondo la nostra view, i tassi d'interesse a breve termine degli Stati Uniti saliranno perché i mercati stanno ipotizzando una recessione in un futuro non troppo lontano. Non ci aspettiamo che una recessione colpisca gli Stati Uniti prima della seconda parte del 2023 e, a prescindere da questa view, essa dovrebbe essere in gran parte alimentata da un aumento dei tassi d'interesse.

L'attenzione della Fed agli indicatori meno favorevoli (relativi soprattutto all'inflazione e al mercato del lavoro) significa che alla fine la svolta della Fed sarà tardiva, il che implica un appiattimento della curva dei rendimenti statunitensi (più elevati ora = meno più avanti).

Prevediamo inoltre che la Bce assumerà un orientamento da falco, considerata l'inflazione che non dovrebbe raggiungere il picco nell'Eurozona prima dell'autunno e il rischio di un orientamento dei prezzi al rialzo (lo scenario di taglio del gas della stessa Bce prevede ulteriori rialzi in futuro, ancora più probabili in quanto un evento così drammatico comporterebbe un maggiore sostegno fiscale). (riproduzione riservata)

*membro comitato investimenti

di Carmignac



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