Poste Italiane chiude il 2025 con un utile netto record di 2,2 miliardi, in crescita del 10% rispetto al 2024. Un risultato in linea con la guidance aggiornata per il 2025 e in anticipo rispetto agli obiettivi del piano 2024-2028 presentato dal gruppo guidato dall’amministratore delegato, Matteo Del Fante.
In aumento anche il dividendo che, per l’intero esercizio, è stato fissato a 1,25 euro, che rappresenta un incremento del 16% anno su anno, per una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi e un pay out ratio (il rapporto tra cedola e utile) del 73% con un saldo di 0,85 euro (1,1 miliardi totali) che sarà in pagamento il prossimo 6 giugno.
I ricavi hanno raggiunto il massimo storico di 13,1 miliardi (+4%), così come il risultato operativo (ebit) adjusted che ha registrato un livello record pari a 3,24 miliardi (+10%).
I ricavi da corrispondenza sono stati pari in particolare a 3,9 miliardi (+2,7%) mentre dai servizi finanziari sono arrivati 5,7 miliardi (+2,9%).
La crescita più significativa è arrivata dal settore assicurativo, che ha registrato un incremento dell’11,3% a 1,8 miliardi di ricavi mentre i ricavi di Postepay sono stati di 1,7 miliardi (+5,1%).
Il gruppo ha deciso di avviare una riorganizzazione che prevede l’integrazione dei servizi di pagamenti e di quelli finanziari per creare un unico polo, «con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la strategia incentrata sul cliente.
«Il 2025 è stato un anno eccezionale per Poste Italiane, abbiamo registrato i migliori risultati della nostra storia, caratterizzati da ricavi e redditività a livelli record. La performance è stata rilevante in tutte le aree di business grazie al contributo di una dinamica commerciale solida, una disciplina dei costi rigorosa e consistenti rendimenti del portafoglio investimenti», ha sottolineato Del Fante, ricordando che il gruppo dal 2016 ha distribuito quasi 9 miliardi ai nostri azionisti.
Guardando al futuro, la guidance per il 2026 indica un risultato operativo (ebit) adjusted superiore a 3,3 miliardi e un utile netto pari a 2,3 miliardi al netto del contributo derivante dalla partecipazione in Tim. «Abbiamo rafforzato la nostra politica dei dividendi, impegnandoci a un payout ratio superiore al 70% applicato all’utile netto, al quale si aggiungeranno i dividendi ricevuti da Tim su base cash-for-cash», ha aggiunto l’ad. «Restiamo pienamente fiduciosi nella nostra traiettoria di lungo termine, che illustreremo in dettaglio nel prossimo piano pluriennale entro la fine dell’anno».
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