Nasce la Porti d’Italia spa, una nuova società pubblica partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze e vigilata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che è chiamata a svolgere un ruolo di regia nazionale - come si intuisce dal nome - sui porti italiani.
Questo è il fulcro della riforma dei porti approvata dal Consiglio dei ministri di oggi (22 dicembre) e «che introduce una visione unitaria, obiettivi chiari e responsabilità definite, ponendo le basi per un sistema portuale moderno, competitivo e pienamente integrato nelle grandi rotte del Mediterraneo e dell’Europa», si legge in una nota del Mit, guidato da Matteo Salvini.
La nuova società pubblica sarà responsabile della «gestione dei grandi investimenti infrastrutturali strategici, della manutenzione straordinaria, dell’individuazione delle opere di interesse economico generale e della promozione unitaria del sistema portuale italiano sui mercati internazionali».
Allo stesso tempo le 16 esistenti Autorità di Sistema Portuale restano pienamente operative e mantengono la gestione territoriale degli scali, la manutenzione ordinaria e il rilascio delle concessioni, «ma vengono sollevate dal peso finanziario delle grandi opere», spiega il comunicato. Il nuovo equilibrio economico è garantito «dalla capitalizzazione di Porti d’Italia spa attraverso l’utilizzo degli avanzi di amministrazione non vincolati del sistema, consentendo alle Autorità di concentrarsi sull’efficienza operativa e sullo sviluppo locale».
La riforma dei porti italiani, che passa adesso la Parlamento, introduce inoltre una significativa semplificazione delle procedure, accelerando «l’approvazione dei Piani Regolatori Portuali, rendendo più rapidi i dragaggi e favorendo il riutilizzo dei materiali in un’ottica di economia circolare, rafforzando al contempo i poteri di vigilanza del Mit per garantire il rispetto dei tempi e delle regole», spiega ancora il dicastero di Porta Pia.
Su proposta del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il cdm ha inoltre deliberato di autorizzare la Sogin ad acquisire la partecipazione totalitaria di Deposito Avogadro. La spa, di proprietà del Gruppo Stellantis, gestisce l'ex Impianto Avogadro RS-1, già reattore nucleare di ricerca sperimentale a piscina, all’interno del comprensorio nucleare di Saluggia (Vercelli), fermato nel 1971.
Il consiglio dei ministri ha anche dato il semaforo verde al decreto legge con «disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2026», in base al quale le votazioni sul referendum sulla riforma della giustizia si svolgeranno in due giornate, domenica e lunedì. (riproduzione riservata)