Le azioni di Porsche sono crollate fino all’8% la mattina del 7 febbraio dopo che la casa automobilistica tedesca ha annunciato un impatto negativo di 800 milioni di euro legato al rinnovamento della sua gamma di modelli per il 2025. La società ha annunciato che le spese per l’ampliamento del portafoglio prodotti, con un focus su motori a combustione interna e modelli ibridi plug-in, ridurranno il margine di profitto sulle vendite tra il 10% e il 12% quest’anno. Per il 2024, invece, Porsche prevede un margine intorno al 14%, nella fascia bassa delle stime iniziali.
Il titolo Porsche ha perso oltre 30% negli ultimi 12 mesi, con una capitalizzazione di mercato dimezzata rispetto al massimo di 109,5 miliardi di euro raggiunto nel maggio 2023. La frenata sulle vendite di veicoli elettrici, soprattutto in Cina, ha pesato sui conti, portando l’azienda a rivalutare la sua strategia e a ipotizzare il licenziamento del cfo e del responsabile vendite. Secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, la guidance per un margine tra il 10% e il 12% nel 2025 è inferiore alle attese del mercato, che si aspettava un valore più vicino al 14,2%. Anche Bernstein ha definito il deterioramento delle previsioni un «grave problema», sottolineando la necessità di una comunicazione più chiara da parte del management.
Le difficoltà di Porsche nell’adattarsi alla transizione elettrica e l’aumento degli investimenti in batterie e personalizzazione dei modelli hanno pesato sulla redditività dell’azienda. Gli analisti di Citi hanno espresso dubbi sulla possibilità di tornare ai margini 17%-19% fissati all’ipo del 2022, sottolineando problemi di esecuzione nella strategia di rilancio. Porsche dovrà ora convincere gli investitori che il suo riposizionamento tra motori endotermici e ibridi potrà garantire una ripresa della redditività nel lungo termine. (riproduzione riservata)