La famiglia Porsche-Piëch, che controlla le quote di riferimento di Porsche e Volkswagen attraverso Porsche Automobil Holding, accelera nella strategia di diversificazione in un momento di sofferenza per l’auto: la holding di Stoccarda entrerà nel settore della Difesa e della sicurezza, un’area ritenuta ad alto potenziale in un contesto geopolitico sempre più instabile.
Si tratta di una scelta che segna una netta differenza rispetto a quelle che sta facendo Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, anch’essa impegnata a ridurre la dipendenza dal business automotive (Stellantis, Ferrari e le altre), ma senza puntare sul comparto militare. Anzi, John Elkann ha appena concluso la cessione di Iveco all’indiana Tata Motors e contestualmente la vendita della sua divisione di mezzi militari, Iveco Defence Vehicles, a Leonardo.
Porsche Automobil Holding ha chiuso il primo semestre 2025 con un utile netto rettificato di 1,1 miliardi di euro, dimezzato (-50%) rispetto ai 2,1 miliardi di un anno fa. Il risultato è stato influenzato dalla minore contribuzione delle partecipazioni strategiche: 1,2 miliardi da Volkswagen (contro i 2 miliardi del 2024) e 0,1 miliardi da Porsche (0,3 miliardi un anno fa). L’utile netto consolidato si è fermato a 300 milioni, in forte calo dai 2,1 miliardi precedenti.
L’indebitamento netto si è ridotto a 4,9 miliardi (da 5,2 miliardi) grazie anche alla riuscita emissione di un prestito Schuldschein da 1,5 miliardi di euro, con tranches a 3, 5 e 7 anni, che ha raccolto richieste oltre il doppio del volume inizialmente previsto.
Alla luce della congiuntura e dell’adeguamento delle previsioni di Volkswagen e Porsche, la holding ha rivisto la guidance 2025: utile netto rettificato atteso tra 1,6 e 3,6 miliardi, contro la precedente forchetta di 2,4-4,4 miliardi; debito netto previsto a fine anno tra 4,9 e 5,4 miliardi.
«Sulla strada per diventare una piattaforma di investimento diversificata, stiamo monitorando attentamente i settori difesa, della sicurezza e della resilienza europea», ha spiegato il presidente Hans Dieter Pötsch. Il primo passo sarà così la creazione di una piattaforma per investire in startup tecnologiche nel settore della difesa, anche in partnership con altri investitori istituzionali e family office.
L’obiettivo è «fare da ponte tra capitali orientati all’innovazione e tecnologie legate alla sicurezza», con possibili investimenti in satelliti di sorveglianza, sistemi di ricognizione e sensori, cybersecurity, logistica e supply chain per la difesa. Porsche Automobil Holding è già presente in tecnologie dual use con partecipazioni in Isar Aerospace e Quantum Systems e, per promuovere la nuova strategia, la holding organizzerà un «Defense Day» dedicato al networking tra family office tedeschi ed europei interessati a entrare nel comparto.
La scelta della famiglia Porsche-Piëch rappresenta un approccio alla diversificazione profondamente diverso da quello adottato da Exor. La holding degli Agnelli-Elkann negli ultimi anni ha ampliato il portafoglio verso l’healthcare (con l’acquisizione di Institut Mérieux), i media (The Economist), l’istruzione e la tecnologia, ma finora ha tenuto le distanze dal settore militare e si sta liberando dei veicoli militari di Iveco Defence.
Con questa mossa invece Porsche Automobil Holding vuole scommettere sulla crescita dei budget per la difesa in Europa, mentre Exor continua a puntare su quelli che ritiene i trend del futuro: tecnologia, invecchiamento e salute. Due visioni opposte di diversificazione in due delle più potenti dinastie imprenditoriali europee. (riproduzione riservata)