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Porsche 718 Spyder RS segna la fine di un’epoca: ecco perché diventerà un classico

Derivata da una pistaiola è diventata stradale e turistica, con essenza, anima e suono da supercar. Agile e divertente, ha motore aspirato della GT3, unito a qualità meccaniche e aerodinamiche eccellenti

di Nicola D. Bonetti
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Ci sono almeno due tipi di clienti per le Porsche speciali. Anzi, per alcune particolarmente speciali, visto che molti considerano tale tutta la produzione della Cavallina di Stoccarda. Quelli che desiderano l’ultimissimo modello, meglio se in versione spinta, e coloro i quali mirano anche ad acquistarne usate, rivolgendo l’attenzione a potentissime serie limitate o, visti i tempi, da poco uscite di listino per la politica sulle emissioni, ma destinate a lunga vita tra guidate passatempo nel massimo piacere, o sgroppate in autodromo. O, meglio ancora, entrambi gli utilizzi. Aumentando anche il valore in modo rapido e considerevole.

Porsche 718 Spyder RS segna la fine di un’epoca: ecco perché diventerà un classico

Però il vero appassionato raramente fa prima i conti, anteponendo gli altri piaceri elargiti da modelli particolari. Come nel caso di Porsche 718 Spyder RS: uscita nel 2023, non sembra essere semplicemente un’evoluzione di Boxster, la simpatica scoperta compatta prodotta dal 1996 al 2004 con sigla interna 986 e nata con soli 204 cavalli. Alla quale è seguita la 987 (2005-11) da 240 cavalli, quindi 981 (2012-15) da 265, poi Boxster Spyder da 375. Svolta dal 2016 con 982, chiamata 718 Boxster (e la versione coupé 718 Cayman) da 300 a 400 cavalli.

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Infine l’agognata serie finale, con produzione da poco cessata (possibile che qualcuna sia ancora acquistabile nuova): Porsche 718 Spyder RS con motore aspirato di quattro litri da 500 cavalli, che accelera da 0 a 100 in 3,4 secondi e raggiunge i 308 km/h. Ultimo prezzo? Senza le numerose opzioni: 165.590 euro.

Porsche 718 Spyder RS segna la fine di un’epoca: ecco perché diventerà un classico

La conversazione al lancio con Andreas Preuninger, responsabile del reparto GT del marchio, va subito al sodo: «718 Spyder RS eleva il piacere di guida a un livello inedito per le vetture decappottabili, grazie alla combinazione del nostro inconfondibile motore GT3, della trasmissione a rapporti ravvicinati, delle dimensioni compatte, del peso ridotto, delle sospensioni da corsa ottimizzate per la strada e del massimo grado di apertura (dell’abitacolo, ndr), la vettura regala un'esperienza di guida estremamente coinvolgente e senza filtri». In una parola: emozione, vien da aggiungere avendola guidata, con gran soddisfazione.

Porsche 718 Spyder RS segna la fine di un’epoca: ecco perché diventerà un classico

Scoperta estrema, potentissima con 500 cavalli e dall’aerodinamica raffinata, compie un paio di missioni apparentemente impossibili, non per Porsche: trasformare un modello esaltante nato per la pista come 718 Cayman GT4 RS in vettura completamente fruibile su strada, risultando anche più leggera della versione chiusa.

A livello filosofico, le Porsche sono «auto da corsa per tutti i giorni», da quando inizia la saga: spingendo la prima nata 356 Numero 1 Roadster, fuori dal capannone di una piccola segheria a Gmünd in Carinzia, Austria. È il 1948 e la Numero 1 ha il motore posteriore centrale: già la seconda prodotta, 356/2 Gmünd-Coupé, lo ruota di 180° verso il posteriore per più spazio nell’abitacolo. L’attuale Porsche 718 Spyder RS, guidata lungo le strade tortuose nelle Alpi Sveve, non lontanissime da Zuffenhausen dove ora nascono molte Porsche, è scoperta e ha il motore boxer longitudinale in posizione posteriore-centrale. Come la prima nata, scoperta, di allora, festeggiando il 75° anniversario del costruttore.

Le illustri ascendenze in configurazione spyder, che si possono chiudere in modo occasionale, proseguono: le storiche 550 e 718 da corsa, poi le 356 Speedster più le 911 originali e celebrative in tempi più recenti, fino a sportivissime varianti di Boxster e 718.

718 Spyder RS è un capolavoro a cielo aperto, a due soli posti ma con due piccoli bagagliai. In qualche minuto si può coprire montando la capote con leggerissima struttura ed elementi a scatto. Sistema che così descrive Norbert Schneider, responsabile sviluppo soft-top: «Nonostante il peso contenuto dei componenti non è facile chiuderla da soli, occorre allenamento e procedere secondo quattro passaggi precisi. Dalle prove in fabbrica anche le signore sono state in grado».

La capote ha design purista: monostrato ad azionamento manuale, è composta da una vela parasole integrabile dal deflettore per la pioggia, rimovibili. La prima può essere usata come copertura per il sole, con lati e retro aperti.

Uno sguardo all’assetto, evoluto da 718 Cayman GT4 RS: sospensioni da pista con messa a punto degli ammortizzatori specifica, configurabile per uso in circuito; Porsche active suspension management a controllo elettronico con sintonizzazione sportiva e due modalità selezionabili, con livello abbassato di 30 millimetri.

Sospensioni MacPherson con molle leggere comprese le ausiliarie, barre antirollio e giunti sferici per le boccole. Servosterzo elettromeccanico con rapporto di sterzata variabile e potenza sensibile alla velocità, volante con diametro di 36 cm.

Porsche stability management con funzioni frenanti estese, disinseribile in due fasi: solo Esc oppure con controllo di trazione. Freni anteriori a pinza fissa monoblocco in alluminio a sei pistoncini, dischi compositi in ghisa da 408x36 mm, posteriori con pinze fisse analoghe a quattro, dischi compositi da 380x30 mm. Pneumatici sportivi 245/35 ZR 20 anteriori e posteriori 295/30.

Emozioni: 718 Spyder RS vola a 308 km/h, da vera GT: come mai Porsche consiglia di non superare i 200 km/h con la capote montata? Risponde sempre Schneider: «Come tutte le Cabriolet è stata testata fino alla massima velocità, ma la caratterizzazione acustica con la capote è tanta a tali andature».

Il motore a sei cilindri contrapposti di 3996 cc non ha turbocompressori né sistemi ibridi: è lo stato dell’arte della meccanica. La potenza di 500 CV è erogata a 9000 giri, il cambio Pdk (invenzione Porsche per correre a Le Mans) a sette rapporti accorciati è rapidissimo e perfetto, la guidabilità è istintiva, la frenata potentissima e la reattività fulminante.

Porsche 718 Spyder RS segna la fine di un’epoca: ecco perché diventerà un classico

Guidando lungo le spettacolari strade, con paesaggi nel verde e assenza di traffico, della regione chiamata Alpi Sveve, il piacere di stare al volante, sempre con l’auto scoperta persino con qualche breve piovasco, è tale da far comprendere l’eccellenza del progetto. Una gran turismo di razza e di grandissima qualità, con prestazioni da supercar, elargite con la semplicità del motore splendidamente aspirato, di grossa cubatura e con due suoni spettacolari. Quello degli scarichi (in titanio con il pacchetto Weissach) durante le accelerazioni scattanti e con progressioni lunghissime fino alla zona rossa del contagiri a 9200, accompagnate dalla fucilate dei cambi marcia con il Pdk regolato su Sport. E quello dell’aspirazione, proprio dietro le teste degli occupanti, che coinvolge anche in rilascio.

Emozioni sicure, piacere e sensazioni da pilotaggio eppure facili: l’estrema sintesi del test alla guida di una simile Porsche. Focalizzando i numeri dichiarati: tre i valori di accelerazione, dal più usato 0-100 in 3,4 secondi, che salgono a 7,1 da 0 a 160 km/h e diventano 10,9 per raggiungere i 200. Però ce n’è un altro che vogliamo riportare, significativo della brillantezza di questa vettura: riprende da 80 a 120 km/h, situazione per esempio tipica dei sorpassi slungo lo strade di scorrimento, in meno di due secondi: per l’esattezza 1”9. Che è uno scatto da elettrica, però con metà peso.

Porsche 718 Spyder RS segna la fine di un’epoca: ecco perché diventerà un classico

Il prezzo è citato sopra è già da supercar. Siccome i clienti Porsche vogliono di più, ci sono vaie opzioni (listino al lancio). Dal Pacchetto Weissach a 12.267 euro, i freni compositi (8.113), i cerchi in magnesio forgiato (15.250) e l’utile sollevamento dell’asse anteriore per accedere alle rampe dei garage (2.660). Quattro i colori di serie: Bianco, nero rosso e giallo racing, sei gli speciali (Argento GT, Blu Genziana metallizzato o Shark, Grigio Artico o Vanadio metallizzato, Ruby Star Neo) a 3.294 euro, oppure personalizzati su campione da 11.139 a 28.072 euro. Prezzi che comprendono le emozioni: statiche quando la si ammira e dinamiche, con la colonna sonora dell’ululato del sei cilindri boxer aspirato che allunga a 9000 giri.

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In più c’è un’altra opzione aggiuntiva, dal fascino irresistibile. L’orologio da polso Porsche Design Chronograph 718 Spyder RS, dedicato al nuovo modello, con dettagli come la struttura oscillante visibile dal retro della cassa trasparente, identica al disegno dei cerchi speciali. Ma è quasi tutto personalizzabile. Si acquista da circa 9.500 euro, nei Centri Porsche di tutto il mondo: occorre però dimostrare di possedere una 718 Spyder RS o la stessa con Pacchetto Weissach, alle quali il cronografo sarà abbinato. Con tanto di numero di telaio, volendo, da incidere sul fondello. Gli altri possono solo sognarlo.(Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 03/07/2026 13:10
Ultimo aggiornamento: 03/07/2026 13:10
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