Il nuovo passaggio parlamentare del decreto Commissari che contiene anche norme relative al Ponte sullo Stretto comincia dal Senato. Il provvedimento, assegnato alla Commissione Ambiente di Palazzo Madama, è stato incardinato per l’esame in prima lettura.
Il testo, varato dal Cdm il 5 febbraio e poi rimaneggiato dopo un passaggio tra Ragioneria Generale dello Stato e ministero dell’Economia, introduce misure urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni e dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 10 maggio.
All’interno del decreto, però, trova spazio anche il progetto del Ponte per collegare Sicilia e Calabria. «Con uno stanziamento di 13,5 miliardi di euro, l’obiettivo del provvedimento è chiudere in tempi brevi gli adempimenti per la realizzazione dell'infrastruttura», hanno dichiarato i senatori della Lega Nino Germanà e Tilde Minasi. «Avvieremo le audizioni questo giovedì ed è prevista la scadenza degli emendamenti per il 27 marzo. L’auspicio è che tutte le forze politiche collaborino».
Nel frattempo il cronoprogramma si è già allungato. La spesa non potrà più essere concentrata tra il 2025 e il 2032, come inizialmente ipotizzato dal ministero delle Infrastrutture. Con i ritardi accumulati nella fase preparatoria, appare plausibile che l’apertura dei cantieri slitti almeno alla seconda metà del 2026, con il completamento dell’opera che potrebbe arrivare intorno al 2034.
Ma questa non è l’unica novità introdotta dal decreto: una parte delle risorse cambia temporaneamente destinazione. Il decreto stabilisce infatti il trasferimento di 2,8 miliardi di euro a Rfi, la società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce la rete ferroviaria italiana, per ridurre l’esposizione debitoria della società, che negli ultimi anni ha anticipato fondi per cantieri e fornitori. (riproduzione riservata)