Nuova accelerazione da record del settore manifatturiero nell'area euro. Il Purcahsing managers index (Pmi), elaborato dalla società di ricerche Ihs Markit, ha riportato relativamente al mese di marzo "le migliori condizioni operative in quasi 24 anni di raccolta dati", con l'indice aumentato a 62,5 punti, dai 57,9 di febbraio, per il nono mese consecutivo sopra la soglia di neutralità, pari a 50 punti. Il valore è risultato anche leggermente al di sopra della lettura preliminare e del consenso, entrambi a 62,4 punti.
A marzo, il settore manifatturiero dell'Eurozona è risultato “in fortissima crescita, con la produzione e i nuovi ordini in espansione a tassi mai osservati nei quasi 24 anni di storia del Pmi", spiega Chris Williamson, chief business economist di Ihs Markit, analizzando i dati finali relativi alla zona dell’euro. "Malgrado la crescita sia concentrata prevalentemente in Germania, dove nel corso del mese è stata riportata un'espansione record, la tendenza al rialzo è stata generale in tutta la regione con le aziende che hanno tratto vantaggio dall'aumento della domanda nazionale e dalla rinascita delle esportazioni".
A favorire la crescita vigorosa del comparto manifatturiero europeo, ha proseguito Williamson, è stato senza dubbio “il forte miglioramento dell'ottimismo degli ultimi mesi, con le previsioni di crescita per l'attività dei prossimi mesi che hanno raggiunto livelli record. Tale risultato non ha soltanto stimolato la propensione alla spesa, ma ha anche fatto innalzare investimenti e incrementi di magazzino, poiché le aziende si stanno preparando ad una crescita ancora più forte della domanda dopo la campagna vaccinale".
Entrando nel dettaglio dei singoli Stati, il Pmi manifatturiero italiano relativo al mese di marzo ha fatto segnare un valore a 59,8 punti, in miglioramento rispetto ai 56,9 punti del mese di febbraio. Nuovo rafforzamento, dunque, della ripresa nel manifatturiero del bel Paese, che a marzo ha visto produzione e nuovi ordini portarsi ai tassi di espansione più elevati da tre anni a questa parte. Secondo i dati resi noti da Ihs Markit, il Pmi della penisola ha segnato il miglioramento più forte da oltre 20 anni, complice anche un aumento nel ritmo di assunzione, con anche il sentiment relativo all'attività dei prossimi dodici mesi che resta elevato.
Secondo Ihs Markit, i dati di marzo confermano una dinamica già vista nei mesi passati: il manifatturiero, su cui le restrizioni e i lockdown anti Covid-19 non hanno compromesso l'attività come in altri settori, riesce a riprendersi vigorosamente, laddove nei servizi molti segmenti, come ad esempio turismo e ricreazione, restano nel baratro o faticano a riprendersi.
Per l'economista Lewis Cooper, infatti, "se le condizioni della domanda rimangono elevate, anche in caso di ulteriori misure restrittive, probabilmente assisteremo ad una forte crescita nei prossimi mesi. I problemi che sta affrontando la catena di fornitura possibilmente intralceranno la crescita in corso, e le aziende già riportano i loro tentativi precauzionali di creazione di giacenze, ma qualsiasi altro ritardo o carenza", avverte Cooper, "potrebbe però interrompere la produzione".
Per gli altri Paesi, il Pmi manifatturiero definitivo della Francia si è attestato a 59,3 punti, in rialzo dai 56,1 di febbraio e al di sopra del consenso degli economisti contattati dal Wall Street Journal a 58,8 punti, mentre quello della Germania è risultato pari a 66,6 punti, in rialzo dai 60,7 del mese precedente e in linea al consenso. Particolarmente significativo il dato relativo all'economia tedesca, dove l'aumento dei dati sulle infezioni e le continue chiusure non hanno rallentato l'industria durante il mese febbraio, stima Ralph Solveen, economista senior di Commerzbank.
"Il recente forte aumento dell'indice Pmi e del clima aziendale Ifo ha sottolineato ancora una volta il fatto che gli affari nel settore manifatturiero continuano ad essere molto buoni nonostante la pandemia in corso", afferma Solveen. Il sentiment positivo tra le aziende suggerisce che gli ordini, la produzione e le esportazioni sono nuovamente aumentati, aggiunge l'economista, prevedendo che la forza della produzione sarà mostrata negli indicatori della prossima settimana. Commerzbank prevede che i nuovi ordini aumenteranno dell'1,0% a febbraio rispetto al mese precedente e che la produzione industriale sarà aumentata dell'1,5%. (riproduzione riservata)