Nuovo azionista di minoranza per Plenitude: Ares entra col 20% nel capitale della controllata di Eni, dove è già presente il fondo Eip (Energy Infrastructure Partners), che in due riprese si è portato al 10%. Chiuso il periodo delle trattative in esclusiva, Ares diventa così il primo azionista di minoranza della società. Nel dettaglio, si tratta non di uno, bensì di un gruppo di fondi Alternative Credit, tutti affiliati del principale gestore globale di investimenti Ares Management Corporation. L’accordo è stato firmato lunedì 23 giugno. Eni, che mantiene il 70% della società, è stata affiancata dagli advisor finanziari Mediobanca e Goldman Sachs, e dal consulente legale Pedersoli Gattai, mentre Ares è stato affiancato da Deutsche Bank, Unicredit e L&B Partners, e per la parte legale dallo Studio Chiomenti.
Ares acquisirà da Eni una quota di partecipazione in Plenitude pari al 20% per un controvalore di circa 2 miliardi di euro, sulla base di un equity value della società pari a 10 miliardi di euro, corrispondente a un enterprise value di oltre 12 miliardi di euro. Il closing è subordinato al rilascio delle autorizzazioni delle autorità competenti.
L’ad Claudio Descalzi aveva detto venerdì 19 giugno di aspettarsi un esito favorevole e rapido per l’operazione.
«L’operazione», spoiegano dalla controllata di Eni, «permette di consolidare ulteriormente il valore di mercato di Plenitude, a conferma della solidità del modello di business della società che integra produzione da fonti rinnovabili, vendita di energia e servizi energetici a famiglie e ad imprese, e soluzioni di ricarica per la mobilità elettrica».
Come ricordano gli analisti di Equita, la valutazione complessiva della società «supera abbondantemente quella della cessione del 10% a Eip, pari a un enterprise value di circa 10 miliardi di euro». La banca d’affari ritiene che «la valorizzazione di Plenitude abbia risvolti
positivi per il titolo in quanto permette di far emergere ulteriore valore in uno dei satelliti di Eni», ricordando che Plenitude prevede per il 2025 un ebitda di circa 1,1 miliardi di euro, con un target al 2028
di 1,9 miliardi, «grazie all’incremento della capacità produttiva sulle rinnovabili e alla rete di ricarica». Di conseguenza, il multiplo Ev/ebitda di cessione della quota del 20% ad Ares sarebbe a ~11x sul 2025.
Per Citi, la cessione rappresenta una valutazione di 11,3x sulla base dell'ebitda del 202), un premio rispetto alla maggiore controparte italiana Enel (7x), sebbene la valutazione di quest'ultima sia indubbiamente influenzata dall'etichetta di «conglomerato». Per Citi, ora che ha ceduto complessivamente il 30% di Plenitude, Eni non cercherà di vendere ulteriori quote di partecipazione.
A commentare l’operazione per la capogruppo è Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni. «L’accordo annunciato oggi conferma la grande attrattività del modello di business di Plenitude, una delle nostre società satellite costituita pochi anni fa per valorizzare al meglio una parte dei nostri asset a elevato potenziale, creare sempre più valore e contribuire ai nostri obiettivi di azzeramento netto delle emissioni Scope 3. Accogliamo oggi un nuovo partner internazionale di primo piano che accompagnerà Plenitude nella sua importante crescita futura»,
Benvenuto al nuovo azionista Ares, uno dei principali fondi di investimento al mondo», anche da parte di Stefano Goberti, amministratore delegato di Plenitude. «Oggi viene nuovamente riconosciuta la qualità del nostro approccio, che coniuga sostenibilità economica e ambientale in un modello di business integrato e proiettato al futuro del mondo dell’energia. Ares, con il suo ingresso nella società, mette in risalto la progressione del valore di Plenitude e diventa parte del nostro percorso di crescita che, giorno dopo giorno, realizziamo con tenacia e convinzione». Per Stefano Questa, partner e co-head of European Alternative Credit di Ares, «Plenitude è un’azienda leader nell’ambito della transizione energetica, con un modello di business distintivo e uno straordinario track record di crescita e redditività. Siamo lieti di essere al fianco di Plenitude nel raggiungimento dei suoi importanti obiettivi di sostenibilità e finanziari, collaborando con il suo management e con Eni in questo nuovo ed entusiasmante percorso».