Entrambi partono dalle novità dello Sblocca Italia, il decreto ha risolto alcune criticità che derivavano dalla mancanza di una specifica normativa in materia. In particolare, ha previsto la possibilità di trascrivere il contratto nei registri immobiliari per tutto il periodo di durata del rent to buy, ma comunque non superiore a 10 anni (prima ci si fermava a tre). La trascrizione vale come una vera e propria prenotazione dell'acquisto dell'immobile. Di conseguenza il proprietario (per esempio il costruttore) non potrà vendere l'immobile a qualcun altro, né accendere un'ipoteca sull'immobile. Allo stesso modo gli eventuali creditori del venditore non potranno iscrivere un'ipoteca sull'immobile promesso in vendita, né pignorarlo. Dal momento della trascrizione del rent to buy, l'immobile è riservato al futuro acquirente, e qualsiasi trascrizione o iscrizione non avrebbe effetto nei suoi confronti.
Nello schema proposto dal Notariato, il contratto non obbliga il futuro acquirente a concludere l'affare, ma vincola il venditore a cedere l'immobile al termine del periodo prestabilito a un prezzo prefissato, scontando parte dei canoni di affitto come acconto su un prezzo bloccato. A fronte di questo accordo, il futuro acquirente può entrare in casa fin da subito pagando un affitto un po' più salato rispetto a quello di mercato, ma che in parte serve a creare almeno la base minima (20-30% del prezzo della casa) per accedere a un mutuo e pagare le spese fiscali legate alla transazione. Il tutto senza rischiare di perdere l'abitazione prescelta e in cui già vive dall'inizio del contratto, neppure in caso di difficoltà del costruttore.
Per contro, quindi a tutela del proprietario, in caso di mancati pagamenti il contratto si risolve senza alcun rimborso all'inquilino. Il potenziale acquirente che dovesse cambiare idea o non potesse effettuare l'acquisto, perderebbe la quota versata come acconto, in quanto la legge riconosce al venditore il diritto a trattenere le somme incassate come risarcimento per la mancata vendita.
Nonostante tutti questi sforzi tuttavia ancora parecchi i nodi da sciogliere, dalla fiscalità alla certezza del mutuo una volta scaduto il contratto di rent to buy. Buone notizie in vista però su entrambi i fronti. Proprio nel corso del convegno l'Agenzia delle Entrate ha preannunciato l'arrivo entro febbraio di un testo definitivo sulla tassazione della parte canone sia di quella versata come acconto per la vendita successiva, oltre a chiarimenti sulle imposte di trasferimento. Unicredit ha invece rivelato che sta lavorando a una formula che offra la certezza di ottenere il finanziamento, una sorta di promessa di mutuo, così da avere la certezza che il rent to buy venga coronato alla fine dalla tanto attesa compravendita. (riproduzione riservata)