1Con quali obiettivi debutta il nuovo board? Ed è già operativo?
Risposta. Nomisma disponeva già di un comitato scientifico, che si occupava anche del settore advisory. Ma l'obiettivo del nuovo board è soprattutto quello di individuare e poi percorrere strade innovative. Come in passato Nomisma quindi continuerà a offrire consulenza strategica, ma grazie al supporto dell'advisory board vuole anche creare e favorire nuove opportunità di mercato in ambito real estate, oltre che delineare specifici indirizzi strategici.
2 Vi siete ispirati a qualche esperienza del genere esistente?
R. Avevamo in mente analoghe esperienze di successo attive all'estero e comunque buona parte delle grandi società si dotano di un advisory board proprio con l'intento di farne una fucina di spunti e iniziative. L'accresciuta competizione anche nel settore della ricerca e della consulenza impone infatti un atteggiamento proattivo e aperto alle contaminazioni. Anche per questa ragione il boad ha cercato di mettere insieme personalità molto diverse del mondo accademico e di impresa.
3Quali i componenti della nuova struttura?
R. A oggi l'advisory board, oltre che da me, è composto da Anna Gervasoni (direttore generale di Aifi, associazione italiana del private equity, venture capital e private debt), Carlo Puri Negri (presidente di Aedes e protagonista della storia der real estate italiano), Massimiliano Marzo (professore di Macroeconomia e financial engineering for asset management all'Università di Bologna), Stefano Magnolfi (direttore della business unit Real estate services di Crif). Infine Luca Dondi, responsabile della divisione immobiliare di Nomisma parteciperà ai lavori dell'advisory board, di cui è segretario Marco Marcatili, responsabile Strategie urbane e sviluppo locale.
4 Ma Nomisma già opera nell'ambito immobiliare. Come è organizzata? E la struttura subirà trasformazioni?
R. A oggi la divisione Immobiliare e strategie urbane di Nomisma si sviluppa in tre unità organizzative dedicate rispettivamente a valorizzazione immobiliare, valutazione e monitoraggio immobiliare e alle strategie urbane e allo sviluppo locale, e manterremo anche in futuro questa impostazione.
5 Come vede il futuro del settore immobiliare in Italia?
R. Dopo otto anni di crisi, gli elementi per una ripresa, anche piuttosto robusta, ci sono tutti: tassi bassi, ritorno dei mutui, repricing degli immobili. Ma anche sul mattone, come su tutto il resto, pesano le incertezze dell'economia, dell'Europa, della politica. (riproduzione riservata)