Pirelli chiude in crescita dell’1,45% la seduta del 3 luglio a 6,98 euro e torna sotto la lente del mercato in scia alle indiscrezioni del Corriere della Sera e di Bloomberg secondo cui imprenditori cechi sarebbero interessati a rilevare una quota significativa di Pirelli, parte delle azioni in mano a Sinochem.
Secondo le indiscrezioni riportate dal Corriere, gli imprenditori sarebbero due – Michal Strnad e Pavel Tykac– e starebbero valutanto tra il 10% e il 20% di Pirelli. Secondo Bloomberg, invece, solo Strnad sarebbe rimasto in corsa e guarderebbe il 14% del capitale, mentre Tykac si sarebbe sfilato. Come aveva riportato il quotidiano, l'interesse di Strnad e Tykac si sarebbe sinora scontrato con le aspettative di prezzo di Sinochem, contro cui si sono in passato arenati gli approcci di altri investitori. Anche per l’agenzia non è sicuro che si arrivi a un accordo.
Strnad è il primo azionista di Czechoslovak Group, produttore di armamenti che è proprietario in Italia dei marchi Fiocchi Munizioni e di Armi Perazzi.
A detta degli esperti di Intermonte la notizia è «positiva poiché potrebbe favorire una soluzione del dossier Sinochem, che continua a rappresentare uno dei principali elementi di incertezza per l'equity story di Pirelli. L'ingresso di nuovi investitori per una quota compresa tra il 10% e il 20% sarebbe infatti un passo importante verso l'obiettivo di ridurre progressivamente la partecipazione del socio cinese dagli attuali 34,1% a una quota inferiore al 10%. Riteniamo che la presenza di Sinochem continui a rappresentare un cap valutativo per il titolo», sentenziano gli analisti. Rating outperform.
Sebbene l'interesse di Strnad e Tykac potrebbe ulteriormente attenuare la questione della presenza di azionisti cinesi, aggiungono gli esperti di Akros, le principali incertezze riguardano la disponibilità di Sinochem a vendere, l'allineamento sulla valutazione e l'evoluzione della governance di Pirelli. Rating accumulate. (riproduzione riservata)