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Pininfarina, Ferrari e un colpo di scena: com’è nata la A6 GCS-53 la Maserati più rara di sempre

Nata da coincidenze irripetibili e da una “scappatoia diplomatica” con Ferrari, la Maserati A6 GCS-53 Berlinetta firmata Pinin Farina è oggi una delle auto storiche più ambite: solo quattro esemplari, ognuno con una storia unica, tra mito, corse e bellezza assoluta

di Nicola D. Bonetti
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Molte auto classiche hanno una storia, qualcuna anche più di una. Ma una in particolare, la Maserati A6 GCS-53 Pinin Farina Berlinetta deve la sua genesi a vari eventi fortuiti che quasi nessun’altra automobile può vantare.

Maserati A6 nasce nel 1947, la lettera A è l’inziale di Alfieri, uno dei fratelli fondatori del marchio, mentre il numero indica i cilindri, disposti in linea, del motore di 1500 centimetri cubi. A sua volta con un nome preciso: “A6 TR” per “testa riportata”, particolare tipo di lavorazione, trattandosi, visto il periodo difficile all’inizio della ricostruzione del Paese, dell’evoluzione di un’unità progettata prima del conflitto, con 65 cavalli.

Un successivo due litri da 120 cavalli è sviluppato per la A6 GCS (“G” per ghisa, “CS” per corsa e sport, sigla scritta anche “G.CS”), biposto che vince il campionato italiano pilotata da Giovanni Bracco già nel ’47. Con carrozzeria a due posti a ruote scoperte, è un’auto da corsa, nota con il soprannome di Monofaro.

Quasi ci siamo: Maserati non si accontenta e nel 1953 per correre nel Campionato mondiale superprototipi, realizza la A6 GCS-53. La denominazione è scritta, persino nella documentazione della Casa, anche come A6GCS tutto unito ed entrambi con l’ulteriore variante “/53” invece del trattino. Ma ha anche un nome commerciale: Maserati 2000 Sport: una e trina.

Pininfarina, Ferrari e un colpo di scena: com’è nata la A6 GCS-53 la Maserati più rara di sempre

Il motore, derivato dalla monoposto di Formula 2 A6 GCM, ha monoblocco in lega e nuova testata con due alberi a camme: rivisitato da Gioachino Colombo, è il primo due litri del Tridente a corsa corta (76,5x72 mm) superando così i 7000 giri al minuto, portando la potenza a 170 cavalli per raggiungere i 235 km/h. Alimentazione con tre carburatori Weber e l’innovativa doppia accensione. Il telaio con longheroni e traverse deriva dal modello precedente, mentre la carrozzeria sportiva è ben diversa dalle antenate, con forme sinuose seducenti che si estendono a coprire le ruote. L’auto, efficace in gara, vince la propria categoria al Gran Premio d’Italia a Monza nel biennio ’53-54.

Pininfarina, Ferrari e un colpo di scena: com’è nata la A6 GCS-53 la Maserati più rara di sempre

Maserati A6 si evolve ancora, ma la storia qui narrata da Gentleman si concentra sulla versione appena descritta A6 GCS-53: con carrozzeria barchetta, scoperta a due posti. È ora di entrare nel merito della variante Berlinetta.

Qui le storie si intersecano: alla Mille Miglia 1952 piove talmente che ai primi tre posti arrivano tre coupé, come nei due anni precedenti. Alcuni concorrenti su Maserati, tutti dalle ampie possibilità e con portavoce Paolo Gravina di Catania, chiedono al Tridente auto con carrozzeria chiusa. Sono ascoltati ma il costruttore non può commissionare tale l’allestimento a Farina per i propri telai, in quanto il celebre carrozziere ha un recente accordo con Enzo Ferrari, che non gradirebbe.

Pininfarina, Ferrari e un colpo di scena: com’è nata la A6 GCS-53 la Maserati più rara di sempre

Ecco il colpo di scena: per aggirare il problema diplomatico, entra in scena il concessionario Maserati di Roma, Guglielmo “Mimmo” Dei, il quale acquista sei telai (“chassis”, come si dice all’epoca) con motore e meccanica, di A6 GCS-53, chiedendo a Pinin Farina di allestirli con elegante carrozzeria berlinetta. Ma anche a questo punto si apre un altro scenario di ricostruzione storica, dove la casualità è preponderante, tutto per una sola auto.

La splendida carrozzeria coupé esiste già ed è opera di Aldo Brovarone, studiata per un nuovo modello Cisitalia che però non va in produzione per i problemi economici del marchio. Battista “Pinin” Farina assume il designer, incaricandolo di adattare il progetto allo chassis Maserati.

Maserati A6 GCS-53 Pinin Farina Berlinetta è realizzata in quattro esemplari, con numeri di telaio 2056, 2057, 2059 e 2060, dotati di carrozzerie in alluminio. Presentata al Salone dell'automobile di Torino del 1954, a quanto si racconta all’epoca, crea intensa contrarietà da parte di Ferrari. La carrozzeria berlinetta, elegantissima, marca lo spartiacque tra le sportive pure e le auto ad alte prestazioni ma desiderabili anche per uso stradale, anticipando la filosofia costruttiva di Maserati per i decenni successivi e consolidando i rapporti con Pininfarina.

Le quattro Maserati “Pinin Farina Berlinetta” hanno avuto storie particolari: quella con telaio 2056, di colore rosso è riservata al conte Gravina; il quale, danneggiandola gravemente al Giro di Sicilia del 1954, rimanda i resti a Maserati. Dove restano fino a quando la passione di Alejandro De Tomaso, al timone del marchio negli anni 70, incarica l'artigiano Onofrio Capanna di restaurare (di fatto, ricostruire) l’esemplare.

La Berlinetta con telaio 2057 è blu scura con tetto azzurro: vince il Concorso di eleganza di Roma, poi corre il Giro dell'Umbria: però Piero Palmieri, giunto settimo, soffre per il caldo e fa smontare la carrozzeria (che però conserva), sostituendola con una a barchetta. Il telaio 2059 (auto rossa con striscia centrale bianca) è esposta al Salone di Parigi, poi corre la Mille Miglia del 1955 con il conte Alberto Magi Diligenti, ed è abbandonata per la delusione dello scarso risultato (109°). Il telaio 2060 (auto rossa con banda blu) è presto trasformata in scoperta.

Pininfarina, Ferrari e un colpo di scena: com’è nata la A6 GCS-53 la Maserati più rara di sempre

Tutte sono tuttora esistenti: una, riportata agli antichi fasti, si può ammirare al Museo Panini Maserati di Modena, altre due sono di privati, uno dei quali è un collezionista americano.

Il modello è uno dei più ricercati fra le auto storiche, al punto che, se capita di trovarne all’asta o in vendite molto riservate, come al momento presso la danese Century Limited, non c’è da stupirsi. Si tratta di una delle due (o, secondo qualcuno, forse tre?) eccellenti repliche realizzate dalla specialista argentina Pur Sang (cui si riferiscono alcune immagini), con prezzo su richiesta.(Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 29/08/2025 08:07
Ultimo aggiornamento: 29/08/2025 08:07
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