«Le banche sono al centro del progetto dell’euro digitale». Lo ha sottolineato Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Bce, ieri a un convegno della Consob sulla tokenizzazione di strumenti finanziari. Cipollone ha evidenziato il ruolo che gli istituti di credito avranno nella distribuzione della Cbdc (Central Bank Digital Currency).
Alcuni osservatori in passato hanno espresso timori per una possibile riduzione di depositi. Il banchiere centrale ha osservato ieri che secondo alcuni studi l’effetto delle novità sull’euro digitale sulle quotazioni delle banche non è stato negativo, neppure per gli istituti che fanno più affidamento sui depositi.
I mercati sembrano guardare al lungo termine e si chiedono semmai cosa accadrebbe alle banche in assenza dell’euro digitale, con un mercato dei pagamenti dominato da operatori privati quasi sempre non europei. Paypal ha già emesso una stablecoin in dollari e non si può escludere che una bigtech possa lanciarne una in euro. Cipollone ha osservato che l’euro digitale è «una grande opportunità» per le banche.
La Cbdc, ha aggiunto il membro Bce, deve rispondere anche a un «fallimento del mercato» per cui oggi non esiste un unico strumento con cui pagare in tutta Europa. Il 64% delle transazioni sono realizzate attraverso circuiti internazionali che guadagnano sempre più spazio con lo sviluppo dell’e-commerce. In Europa, secondo Cipollone, «siamo in una specie di gabbia. Non conosciamo quello che c’è fuori e quindi ci sentiamo a nostro agio».
Assieme all’euro digitale, che riguarda il settore retail, la Bce sta avanzando anche sulla moneta di banca centrale nelle transazioni all’ingrosso. In tal senso si cercano soluzioni per il regolamento di transazioni finanziarie su piattaforme Dlt (Distributed Ledger Technology). La Dlt, ha rilevato Cipollone, comporta vantaggi in termini di efficienza, automazione (via smart contract), apertura degli scambi (24 ore al giorno per 365 giorni l’anno). Inoltre la nuova tecnologia aiuterebbe l’accesso ai mercati delle pmi e la negoziazione di strumenti non serviti dalle infrastrutture finanziarie.
Con la tokenizzazione i titoli possono essere regolati su piattaforme Dlt. Oggi il 22% delle banche europee utilizza la Dlt e un altro 22% la sperimenta. In generale il settore finanziario si aspetta «un impatto significativo» della Dlt per i pagamenti all’ingrosso nei prossimi cinque anni, ha detto il membro Bce.
Assieme ai vantaggi, ha ricordato Cipollone, c’è rischio di frammentazione del mercato se coesisteranno più piattaforme non interoperabili. Il 13 maggio inizierà la prima fase di sperimentazione dei lavori Bce sulla Dlt, la seconda sarà a luglio. L’Eurosistema sta valutando soluzioni sviluppate da Banca d’Italia, Bundesbank e Banque de France (sul tema si veda MF-Milano Finanza del 9 gennaio).
Il presidente della Consob Paolo Savona ha concluso i lavori del convegno sottolineando che «i gruppi dirigenti sono chiamati a stabilire un ponte tra gli strumenti tradizionali e quelli digitali». Stefano Cappiello, direttore del Mef per il sistema finanziario, ha osservato che sarà fondamentale l’interoperabilità tra diversi sistemi di pagamento e il coordinamento tra autorità di vigilanza. Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice generale della Banca d’Italia, ha aggiunto che sarà necessario garantire la convertibilità di ogni strumento di pagamento e monitorare i rischi legati ai fornitori terzi di tecnologia. (riproduzione riservata)