Il FtseMib di Piazza Affari è tornato a salire, guadagnando lo 0,22% e portandosi a 22.206 punti, dopo una striscia di nove chiusure consecutive caratterizzate dal segno meno. Bene anche le altre principali piazze europee, con il Cac40 di Parigi in rialzo dello 0,63%, il Dax30 di Francoforte a +0,54% e il Ftse100 di Londra in rialzo dello 0,21%.
L'attenzione degli investitori si è concentrata quasi interamente sui titoli degli istituti di credito. Standard&Poor's ha classificato il settore bancario italiano con un rating BBB e un outlook stabile, grazie soprattutto a un'economia orientata all'export, allo scarso indebitamento dei proprietari immobiliari e un'ampia e stabile base di raccolta retail. Tuttavia, fra gli elementi negativi, secondo gli analisti della società di rating spiccano l'alta esposizione di crediti non performanti per almeno i prossimi due anni, il rischio del credito dovuto alla lunghezza dei tempi delle procedura di insolvenza e l'accesso limitato al mercato dei capitali per alcuni istituti. Le prospettive rimangono comunque stabili, considerando che l'economia italiana continuerà a recuperare dalla recessione degli anni scorsi, supportando così gli sforzi delle banche di ripulire i propri bilanci dai loro grossi stock di non performing loans, accumulati nel corso del periodo di recessione tra il 2008 e il 2015.
Sul fronte nazionale, oggi il Ministero dell'Economia e delle Finanze italiano ha chiuso il collocamento del nuovo Btp Italia dedicata a investitori istituzionali. Il numero delle proposte di adesione pervenute ed eseguite è stato pari a 557, per un controvalore emesso pari a 3,35 miliardi di euro a fronte di un totale richiesto pari a 10,777 miliardi, con un coefficiente di riparto pari a circa il 31,1%. "E' un bel segnale", ha confermato un broker di una primaria banca italiana all'agenzia MF-Dowjones, "che dimostra come Roma non avesse l'urgenza di raccogliere di più e soprattutto come il Tesoro abbia voluto creare un maggiore bilanciamento tra il retail e gli istituzionali". Come affermato da uno strategist sempre all'agenzia MF-Dowjones "Il retail è meno attratto da un rendimento minimo allo 0,25%, ma gli istituzionali vanno a caccia di occasioni del genere in un contesto di mercato con rendimenti molto bassi".
I dati macroeconomici previsti per oggi non hanno avuto un grande impatto sui mercati: l'indice dei prezzi al consumo nell'area euro a ottobre, secondo la lettura definitiva, è salito dello 1,4% su base tendenziale, in linea con il consenso. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti si sono attestate a 249.000 unità (in aumento di 10.000 unità) mentre i prezzi import sono cresciuti a ottobre dello 0,2% su base mensile, rispetto all'incremento dello 0,6% atteso dal consenso degli economisti. La produzione industriale statunitense è cresciuta dello 0,9% a livello mensile a ottobre, battendo le attese del consenso che prevedeva un rialzo dello 0,5%).
A Piazza Affari, male il comparto bancario: B.P.Sondrio -4,25%, Banco Bpm -2,86%, Bper -2,72%, Ubi B. -2,56% e Unicredit -0,24%. In positivo invece Intesa Sanpaolo (+0,07%) e Mediobanca (+0,51%). B.Carige, crollata dell'11,1%, resta sospesa dagli scambi sulla notizia che la banca non è riuscita a ottenere il consorzio di garanzia per l'aumento di capitale da 560 mln euro, mentre Creval ha segnato un -19,01% in attesa della ricapitalizzazione da 700 milioni di euro.
In positivo B.Unicem (+3,18%), S.Ferragamo (+2,2%) e Mediaset (+2,16%) che hanno effettuato un rimbalzo. Su quest'ultima Mediobanca Securities ha confermato la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 3,76 euro.
Bene anche Stm (+1,99% a 20,51 euro) su cui Moody's ha aggiornato il rating da Ba1 a Baa3. L'outlook però è stato rivisto da positivo a stabile.
In recupero Telecom (+1,17% a 0,6895 euro) su cui Equita Sim ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 1,06 euro, focalizzandosi sull'ipotesi di collaborazione tra Tim e Open Fiber. A detta di Bernstein (rating market-perform, con target price a 0,9 euro) Tim si trova su un livello di prezzo molto basso.
Fca ha guadagnato l'1,78% a 14,88 euro sulla scia dei dati relativi alle immatricolazioni europee del mese di ottobre.
In negativo invece Leonardo Spa, che ha perso il 3,51% portandosi a 10,16 euro. Equita Sim ha confermato comunque sul titolo la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 13,2 euro.