Le borse europee consolidano i guadagni per il terzo giorno di fila, nonostante le notizie che arrivano dalla Cina, dove le autorità si starebbero preparando al collasso di Evergrande, perchè l'opinione diffusa è che alla fine saranno i cinesi a controllare il default. Milano conquista la maglia rosa chiudendo la giornata in rialzo dell'1,41% a 26.081 punti, la seguono a ruota Francoforte e Parigi, rispettivamente +0,85% e +0,99%, mentre Londra segna -0,01%.
Gli indici europei seguono la scia di Wall Street, che ieri ha chiuso in vivace rialzo, dopo che il numero uno della Fed, Jerome Powell, ha rassicurato che la revisione degli acquisti adesso pari a 120 miliardi di dollari al mese avverrà in modo graduale. Intanto la piazza oltreoceano continua positiva, con il Dow Jones che sale dell'1,42%, l'S&P dell'1,27% e il Nasdaq dello 0,92%. Sul fronte dei dati macro il Pmi manifatturiero degli Stati Uniti, nella lettura preliminare di settembre, è sceso a 60,5 punti dai 61,1 di agosto, mentre il Pmi servizi, sempre nella lettura preliminare di settembre, si è attestato a 54,4 punti dai 55,1 di agosto. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono cresciute di 15.000 unità a quota 351.000, sopra il consenso degli economisti contattati dal Wall Street Journal a 320.000. Il numero di sussidi continuativi all'11 settembre, infine, è salito di 131.000 unità a quota 2,845 milioni.
Guardando al Vecchio Continente invece, l'indice Pmi composito dell'Eurozona preliminare di settembre si è attestato a 56,1 punti, in ribasso rispetto ai 59 di agosto e sotto le stime del consenso degli economisti a 58,8 punti. Intanto la Banca centrale europea ha assegnato 97,6 miliardi di euro a 152 banche europee tramite la nona e penultima tranche dei finanziamenti Tltro3, con durata triennale. Gli economisti stimano 18,3 miliardi di euro di iniezione netta di liquidità, tenendo conto dei rimborsi anticipati. Intanto, nel corso della giornata la banca centrale norvergese è stata la prima ad annunciare un aumento dei tassi, mentre la banca centrale svizzera e la BoE hanno deciso per mantenerli invariati. Per ultima la banca centrale turca ha sorpreso i mercati tagliando i tassi di riferimento al 18% dal 19% atteso.
In rialzo il petrolio rispetto agli andamenti di metà giornata: il Wti guadagna l'1,22% a 73,11 dollari al barile e il Brent lo 0,90% a 76,87 dollari. Continua in calo invece l'oro (-1,70%) che tratta a 1.748 dollari l'oncia. Nel valutario recupera terreno la moneta unica sul biglietto verde (+0,48%) a 1,174. In leggero calo invece lo spread a 97 punti base. (riproduzione riservata)