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Piazza Affari, le 20 azioni su cui puntano analisti e gestori col taglio dei tassi
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Piazza Affari, le 20 azioni su cui puntano analisti e gestori col taglio dei tassi

24 maggio 2024, 18:00 Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2024, 16:28

Il settore industriale ha chiuso il trimestre con profitti per lo più in crescita e un debito sotto controllo. E ora, con lo storico taglio dei tassi, è quello che può scattare in borsa. Ma quali titoli? Ecco che cosa hanno risposto sette esperti a Milano Finanza   | Ftse Mib a 39.000? Le azioni su cui puntare che possono far salire Piazza Affari di oltre il 10%

I titoli di Piazza Affari legati al settore industriale hanno retto bene l’urto dei tassi alti nel primo trimestre del 2024. Hanno migliorato l’utile e tenuto sotto controllo il debito, come si può leggere nella tabella elaborata dall’Ufficio studi di Milano Finanza. Il comparto alimentare ha visto i profitti salire di quasi il 2%, quello dei veicoli dell’8,5%, i beni di consumo del 7,3%, i servizi per l’industria dell’1,4%. E ora tutti gli occhi sono puntati sulla riunione della Bce di giugno per il primo taglio dell’anno, che dovrebbe dare maggior respiro al settore industriale grazie ad una riduzione del costo del debito e di conseguenza far ripartire in borsa proprio i titoli che hanno sofferto di più con la stretta monetaria.

L’appuntamento del 6 giugno resta centrale e storico a Francoforte, anche se si tratta solo di una riduzione dello 0,25% dei tassi, perché è la prima volta che la Banca centrale europea anticipa la Fed in una riduzione del costo del denaro. «Mi aspetto che dopo la mossa di giugno la Bce resti cauta, già lo è la Fed, visto che l’economia americana si sta dimostrando solida e l’inflazione generica è difficile a ridurre nell’ultimo miglio», interviene Lorenzo Batacchi, portfolio manager di Bper Banca. «Bisogna monitorare con attenzione anche le elezioni europee del 6-9 giugno, per vedere poi come si comporterà l’Europa nei confronti della Cina sotto la minaccia dei dazi Ue su auto elettriche e batterie per evitare di importare beni a prezzi troppo bassi che rischiano di mettere sotto pressione proprio l’industria europea», ragiona Batacchi. «I nuovi equilibri Ue-Cina saranno importanti e andranno osservati da vicino».

David Pascucci, market analyst di Xtb, punta l’attenzione sul fatto se «il taglio sarà solamente di uno 0,25% o piú. In Europa l’inflazione é a ridosso dell’obiettivo del 2%, ma in Italia la situazione è diversa, l’inflazione è al momento allo 0,9%, quindi i prezzi sono in un sentiero deflattivo rispetto al resto d’Europa, condizione non propriamente ideale per incrementi di prezzo importanti sui mercati finanziari nel breve periodo». D’altro canto, riflette l’analista, un taglio dei tassi «potrebbe portare le condizioni ideali di investimento in futuro assieme a migliori condizioni di rifinanziamento, quando i tagli futuri saranno definitivamente assorbiti dall’inflazione. Sicuramente, una volta che il percorso della riduzione del costo del denaro arriverà alla sua conclusione, ci saranno le condizioni ideali per vedere forti rialzi sulle quotazioni di tutti i settori, soprattutto sulle small e mid cap che hanno sofferto per via dei tassi alti».

Sei titoli da monitorare

Un primo taglio dei tassi, però, è già un buon inizio per le imprese. «Se ragioniamo in quest’ottica, dobbiamo focalizzarci in maniera analitica sui settori che giovano di tale trend e in maniera speculativa su società più indebitate su cui gli analisti rifanno i conti», spiega Fabio Caldato, Portfolio Manager del fondo AcomeA Strategia Dinamica Globale. «Noi preferiamo utilities e infrastrutture (cui aggiungere le rinnovabili), come esempio da manuale. Abbiamo già osservato il riposizionamento degli investitori che ha premiato, in particolare, le utilities». Al gestore piacciono, in Italia, A2A, Enel ed Erg, mentre in Europa, Getlink, Cellnex e Rwe.

Otto mid and small interessanti

Sul fronte delle mid and small cap del comparto industriale, Antonio Amendola, Senior Fund Manager Azionario di AcomeA Sgr, ricorda che l’intervento atteso della Bce «può avere effetti positivi in prima battuta sul segmento Star e in seconda battuta sull’Egm, quest’ultimo dedicato alle società più piccole. I due segmenti nel movimento anticipano il taglio dei tassi in parte e poi, una volta avvenuto, vedono concretizzarsi l’interesse», ragiona Amendola.

Il gestore ricorda che dal primo rialzo tassi ad oggi il Ftse Mib ha sovraperformato le mid small cap perché composto in gran parte dalle banche che beneficiano di un ambiente di tassi alti. «Tuttavia, l’economia italiana non è rappresentata dal Ftse Mib ma dalle mid small cap. Questo indice racchiude la spina dorsale del nostro paese, le pmi, che eccellono in settori come la manifattura, l’industria di precisione, la biotecnologia e la farmaceutica». Dato l’imminente taglio dei tassi e considerate le valutazioni a forte sconto dei campioni dell’economia italiana (le società dell’Egm viaggiano alla metà del rapporto ev/ebitda atteso nel 2024 rispetto a quelle del listino principale), Amendola sofferma l’attenzione su «generazione di cassa, presenza a livello internazionale, marginalità in doppia cifra e prodotti di nicchia». E individua alcuni titoli interessanti, fra cui: Fine Foods, Biesse, Reply, Sesa, Eurogroup Lamination, Omer, Ilpra e IdEntity.

Perché Enel e Interpump

Con i tassi in calo, le aziende potranno accedere a finanziamenti a condizioni più favorevoli, «migliorando la loro redditività e capacità di investimento. Queste condizioni tendono a rendere i titoli azionari più attraenti rispetto ai titoli obbligazionari», interviene Giacomo Calef, country head di NS Partners. L’esperto cita come esempio di mid cap interessante a Piazza Affari Interpump Group, «che potrebbe beneficiare notevolmente di un taglio dei tassi, poiché opera in settori industriali ad alta intensità di capitale e ha risentito degli alti costi di finanziamento, segnando maggiori spese per interessi e redditività netta peggiore. Discorso leggermente diverso per le blue chip, infatti anche grandi aziende come Leonardo e Stellantis trarrebbero vantaggio dal taglio dei tassi, ma in maniera meno pronunciata rispetto alle mid e small cap». Tra i settori industriali che potrebbero crescere di più, Calef concorda che bisogna includere quello delle utilities, «tra cui spicca Enel, che risulta molto ben posizionata sul fronte delle energie rinnovabili. In questo modo riesce a sfruttare al massimo gli incentivi europei come il Pnrr e, di conseguenza, a cavalcare l’onda della sostenibilità. In generale quindi, Enel (come le altre aziende del settore) potrebbe beneficiare da un taglio dei tassi, per via della sua elevata leva finanziaria». Un altro settore che potrebbe essere favorito da un eventuale taglio dei tassi, ragiona Calef, è quello tecnologico.

L’esperto guarda con attenzione a gruppi come STMicroelectronics, «che sta investendo fortemente nell’Edge AI, tecnologia che può avere un importante impatto su settori come l’automotive, alla sanità e all’elettronica di consumo che potrebbero subire un forte impulso a seguito di una riduzione dei tassi». In conclusione, per selezionare i migliori titoli all'interno di questi settori, avverte Calef, «è fondamentale guardare ad aziende con rapporto prezzo/utile basso, prestando attenzione alla loro capacità di generare cassa e sostenere la crescita a lungo termine. Una strategia di investimento equilibrata che tenga conto di questi fattori può offrire solide opportunità di rendimento in un contesto di tassi di interesse bassi».

Prysmian, Leonardo, Maire

Gabriel Debach, market analyst di eToro, guarda al comparto delle utilities in Europa «che non sta presentando un rendimento consistente (l'Etf ExH9, che misura il rendimento del settore, mostra un ritorno inferiore all'1%, un risultato piuttosto magro rispetto al 9% di rendimento complessivo dell'indice Stoxx 600), ma ci sono segni di un possibile rinnovato interesse». E alcuni titoli, «nonostante rimangano generalmente depressi, stanno avvicinandosi o hanno già raggiunto nuovi massimi storici. Enel in particolare si è distinto recentemente, con un aumento del 3,8% nel valore delle sue azioni nella prima sessione di trading post-pubblicazione dei risultati finanziari. Questo progresso è particolarmente notevole considerando che il settore sta generalmente registrando un calo dei ricavi, accompagnato tuttavia da utili in deciso progresso», sottolinea Debach.

L’analista vede buone opportunità anche in «Leonardo e Prysmian, esempi lampanti di aziende che hanno registrato performance notevolmente positive nel corso dell'anno. Queste aziende beneficiano di venti favorevoli che possono includere fattori come nuovi contratti, sviluppi tecnologici innovativi o una forte domanda nei rispettivi settori». Nel segmento delle mid-cap, l’esperto guarda a Maire Tecnimont, attiva «nel settore dell'ingegneria e delle costruzioni per l'industria chimica, petrolchimica e del gas naturale, che sta traendo vantaggio dalla ripresa globale delle attività industriali e degli investimenti in queste aree».

Se la Bce non basta

Invita alla cautela, Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, dal momento che l’azione della Banca centrale europea potrebbe non essere sufficiente a far ripartire il settore industriale in borsa. Nei prossimi sei mesi il «nostro scenario più probabile prevede una Bce che non farà tagli aggressivi ma diminuirà i tassi di interesse solamente di 50/75 punti base entro la fine dell’anno. Secondo le nostre aspettative, poi, la Federal Reserve sarà molto più falco dell’istituto di Francoforte e promuoverà solamente un taglio nel corso del 2024».

A questo si aggiungono le elezioni europee di inizio giugno. «Servirà una maggioranza coesa e forte per rilanciare il debole settore industriale con una rivisitazione delle politiche economiche sia in materia di transizione verde sia di quella digitale e con il principale obiettivo di migliorare la competitività delle imprese europee», ragiona l’analista. Ecco perché Diodovich ritiene che «non possa essere sufficiente solo un cambio di politica monetaria ma sono necessari piani nazionali ed europei per rilanciare il sistema industriale del Vecchio Continente». Con la conseguenza, conclude Diodovich, che «il grande ritorno di interesse sugli industriali sarà solamente nel 2025». (riproduzione riservata)



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