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Piazza Affari in realtà vale oltre il doppio del 2000

15 agosto 2025, 02:00

Ecco perché Piazza Affari è cresciuta così tanto negli ultimi 25 anni

Le borse hanno resistito bene per ora all’urto dei dazi Usa e il Ftse Mib è salito di quasi il 25% nel 2025 toccando i 42.640 punti. Un livello che non vedeva da gennaio 2001, ma ancora distante (-20%) dal picco di 51.093 punti toccato il 6 marzo del 2000. Questo, mentre nel frattempo gli indici Eurostoxx 600 e il Dax in Germania hanno registrato nuovi massimi in questi mesi. Però bisogna ricordare che il Ftse Mib è un indice che segue l’andamento dei prezzi di Piazza Affari e non tiene conto della peculiarità di questo listino: un generoso stacco dividendi che gli investitori esteri conoscono bene.

Il fattore dividendi

Se prendiamo come riferimento il Ftse Mib Total Return, che tiene conto anche dello stacco annuale delle cedole, a luglio del 2000 l’indice valeva 50.850 punti circa, finito per crollare due anni più tardi a 23.350 punti, praticamente dimezzato, con lo scoppio della bolla dot.com. Ha poi superato il record del 2000 a marzo 2007 a 55.887 punti quando è scoppiata la crisi dei mutui subprime Usa che ha affossato tutte le borse mondiali. E il crollo è stato praticamente verticale, perché a dicembre 2008 il Ftse Mib Total Return valeva 21.258 punti. La crisi partita a Wall Street aveva colpito la rete mondiale delle banche, che sono a Piazza Affari i titoli più generosi quando a stacco dividendi, accanto al settore delle utility. Ma il sorpasso è arrivato a marzo 2021, l’anno di recupero delle borse dal Covid e ha toccato il livello di 52.460. E poi ha ripreso a trottare fino a raggiungere 111.445 punti il 13 agosto scorso, più che raddoppiando il valore rispetto al 2000.

Che cosa ha aiutato Piazza Affari a far correre così velocemente il Ftse Mib Total Return negli ultimi anni? La Bce ha iniziato a tagliare i tassi a giugno 2024, quando erano arrivati a toccare il 4%, per scendere al livello attuale del 2% (deposit facility). E questo ha sostenuto non poco i mercati, liberando le società da parte del fardello del debito. Quanto alle banche, i titoli hanno corso nonostante il calo del costo del denaro grazie all’ondata di M&A in Italia e per la capacità di generare margini dalla raccolta di risparmio gestito.

La corsa del Dax

In Europa esiste un altro indice Total Return (a partire dal 2006) che ingloba anche i dividendi, si tratta del Dax tedesco. Nel 2000, si trovava attorno a 7.800 punti, giovedì 14 agosto quotava 24.340 punti circa, tre volte tanto. Solo nel 2025, la borsa tedesca è cresciuta di quasi il 23%. Perché comunque una tale differenza rispetto al Ftse Mib Total Return? La storia recente della Germania ha visto il governo assumere una decisione molto importante: ha modificato le regole costituzionali di bilancio per favorire il riarmo e la modernizzazione del Paese approvando un fondo di investimento da 500 miliardi di euro in 12 anni che dovrà svecchiare le infrastrutture. Una cifra enorme che ha fatto volare la borsa di Francoforte nei mesi successivi.

Il progetto da 500 miliardi di euro ha avuto il via libera dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e l’avvertimento del presidente Usa, Donald Trump, che non intende sostenere la Nato, il Patto Atlantico, se l’Europa non investirà almeno il 5% nella Difesa. I Paesi membri della Nato hanno dovuto recepire l’invito: entro il 2035 aumenteranno gli investimenti nella Difesa, portando la spesa al 5% del pil. Una promessa che a sua volta ha sostenuto non poco le borse europee, a partire da Francoforte. (riproduzione riservata)



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