Dopo un inizio di seduta debole dovuto alle preoccupazioni sul fronte politico tedesco, il sentiment è migliorato sull'azionario europeo e il FtseMib ha messo a segno un rialzo dello 0,62% a 22.326 punti. Positiva la chiusura anche per le altre principali piazze europee, con Parigi che ha guagnato lo 0,48%, Francoforte lo 0,83% e Londra lo 0,3%.
In Germania continua a tenere banco il fallimento dei colloqui per la formazione di una coalizione di governo. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha fatto intendere di essere pronta ad andare alle urne nel caso in cui non emergesse una maggioranza che possa tornare a dare stabilità al Paese, mentre il presidente Frank-Walter Steinmeier ha esortato le parti politiche a tornare al tavolo negoziale. "Dopo tutto", hanno sottolineato gli esperti di Ubs, "la continuità politica" in Germania "difficilmente verrà interrotta, indipendentemente dai possibili esiti". Mentre secondo Geoffrey Yu, analista di Ubs Wealth Management, il fallimento delle trattative per la formazione di una coalizione di governo dovrebbe limitarsi a fare "solo rumore". L'esperto ha sottolineato che quel che conta realmente è la politica monetaria della Banca centrale europea e che gli investitori non sembrano "dell'umore giusto per giocare sugli eventi politici nel breve periodo", motivo per cui non dovrebbero dare grande importanza alla prospettiva di nuove elezioni tedesche.
Sul fronte britannico, invece, il premier conservatore Theresa May, ha deciso di provare a sbloccare l'impasse con l'Unione Europea nei negoziati sulla Brexit raddoppiando l'offerta del conto che Londra deve saldare a Bruxelles da 20 a 40 miliardi di euro, contro i 60 chiesti dall'Unione. Lo ha riferito il Financial Times spiegando che May annuncerà la sua offerta l'8 dicembre per poi, in caso di placet dei 27, formalizzare il tutto al prossimo Consiglio europeo il 14 e il 15 dicembre. Secondo il ministro britannico per la Brexit, David Davis, la possibilità che Unione europea e Gran Bretagna non raggiungano alcun accordo sulla Brexit è "improbabile" ma non impossibile. Davis ha affermato di avere "fiducia" nel fatto che verrà raggiunto un accordo coi 27, ma ha comunque ribadito che il governo britannico ha messo in conto qualsiasi eventualità. "Non importa ciò che accadrà", ha aggiunto, perché Londra "abbandonerà l'Unione Europea e metterà in pratica le istruzioni date dal popolo britannico" nel referendum del 23 giugno del 2016.
In tema di banche, l'Unione Europea ha deciso di dare ai grandi istituti di credito della zona euro fino a quattro anni per costituire dei 'buffer' di capitale, secondo quanto riferito da una fonte a Reuters. Le nuove regole impongono alle banche di emettere una quantità sufficiente di debito aggredibile per assorbire le perdite in caso di fallimento. Tali buffer finora non sono mai stati specificati, lasciando più tempo alle banche per coprire le nuove esigenze di capitale, stimate tra 186 e 276 miliardi di euro. Ora, però, i regolatori dell'Unione hanno imposto un obiettivo vincolante per le "35-40 grandi banche" della zona euro, secondo quanto ha riportato la fonte, che non specifica tuttavia quali istituti verrebbero coinvolti concretamente.
Tra i singoli titoli di Piazza Affari, bene Leonardo (+2,89%) ed Enel (+2,58% a 5,36 euro), con le indicazioni del piano al 2020 che hanno superato le attese degli analisti.
Debole invece il comparto bancario: Ubi B. -3,04%, Banco Bpm -1,96%, Mediobanca -1,58%, Bper -1,38%, Unicredit -0,78% e Intesa Sanpaolo invariata a 2,768 euro. B.Carige ha messo a segno un +53,26% a 0,141 euro, effettuando un consistente rimbalzo dopo i recenti cali. La Consob in una nota pubblicata sul proprio sito internet ha spiegato che l'aumento di capitale da 560 milioni di euro che affronterá a partire da domani, "presenta caratteristiche di iperdiluizione" e c'è pertanto "il rischio che durante il periodo di offerta in opzione delle nuove azioni si verifichino anomalie nel processo di formazione del prezzo, consistenti in una sopravvalutazione del prezzo di mercato delle azioni rispetto al loro valore teorico". Anche Creval (+15,35% a 1,465 euro) ha effettuato un rimbalzo consistente dopo le perdite dell'ultimo periodo.
Salvatore Ferragamo ha chiuso a 21,93 euro, in rialzo del 2,29%, effettuando un recupero dopo la recente debolezza.
In sostanziale parità Telecom (-0,07% a 0,6825 euro) su cui Mediobanca Securities resta comunque positiva (raccomandazione outperform con target price a 1,3 euro) all'indomani dell'incontro tra l'amministratore delegato del gruppo, Amos Genish, e il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Gli esperti continuano a pensare che la separazione della rete sia un'opzione che crea valore.
In lieve calo Mediaset a 3,052 euro (-0,46%) con gli analisti che continuano a ragionare sulle implicazioni positive legate al possibile accordo con Vivendi, che secondo le ultime indiscrezioni di stampa dovrebbe arrivare entro metà dicembre.