Chiusura di seduta leggermente negativa per Piazza Affari, con le vendite che si sono concentrate principalmente verso il termine delle contrattazioni: il FtseMib in calo dello 0,05% a 22.315 punti. Segno meno anche per il Cac40 di Parigi (-0,25%) e per il Dax30 di Francoforte (-1,16%).
In positivo solo Londra, con il Ftse100 che ha chiuso in rialzo dello 0,10% dopo la presentazione del budget della Gran Bretagna da parte del Cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond. Nel corso del suo discorso al parlamento di Westminster, il capo del Tesoro di Londra ha annunciato che il governo stanzierà 3 miliardi di sterline nei prossimi due anni per i preparativi della Brexit. La somma andrà ad aggiungersi ai 700 milioni già versati, e secondo Hammond "il Paese sarà pronto per qualsiasi risultato emergerà dalle trattative in corso per l'uscita dall'Unione europea". Le aspettative per la crescita economica della Gran Bretagna sono state riviste al ribasso rispetto alle precedenti stime, dal 2% all'1,5% per il 2017, dall'1,6% all'1,4% per il 2018, dall'1,7% all'1,3% per il 2019, dall'1,9% all'1,3% per il 2020 e dal 2% all'1,5% per il 2021. Una ripresa dovrebbe essere prevista per il 2022, con un’accelerazione dell'1,6%. In aggiunta, il Cancelliere ha fornito le previsioni sul rapporto debito/Pil fino al 2023: le stime indicano l'86,5% nel 2017-18, l'86,4% nel 2018-19, l'86,1% nel 2019-20, l'83,1% nel 2020-21, il 79,3% nel 2021-22 e il 79,1% nel 2022-23.
"Gli investitori sono più focalizzati sulla Brexit che sul bilancio", ha spiegato uno strategist all’agenzia Mf-DowJones. "Gli operatori stanno cercando di capire la portata delle misure, ma quello che è certo è che l'assegno che dovrà staccare il Regno Unito è alto e peserá sul budget". Mentre secondo Michael Metcalfe, strategist di State Street Global Markets, di certo "l'inflazione troppo alta e il calo del Pil contribuiscono a creare uno scenario negativo, anche senza le incertezze politiche" legate al divorzio di Londra da Bruxelles.
Sul fronte interno, la Commissione europea ha inserito l'Italia tra i cinque paesi che rischiano di non rispettare il Patto di stabilità nel 2018 (insieme a Belgio, Austria, Portogallo e Slovenia). Secondo il vice-presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis,, dunque, andranno adottate "le misure necessarie ad aggiustare il percorso di bilancio". A fargli eco il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, che nel corso di una conferenza ha spiegato che "ci sono degli scarti e questi scarti devono essere colmati. La situazione dell'Italia è tale che il suo saldo strutturale per il 2018 migliorerebbe dello 0,1% del pil, quando è richiesto uno sforzo dello 0,3%". Dopo il parere della Commissione europea sul progetto di bilancio per il 2018, dunque, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il Ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan si trovano di fronte a un bivio: correggere la manovra per un ammontare di 3,5 miliardi o rischiare una procedura contro l'Italia a maggio.
Dal punto di vista macroeconomico la giornata odierna è stata caratterizzata da numerosi appuntamenti: l'indice di fiducia dei consumatori dell'area euro, secondo la lettura preliminare, si è attestato a +0,1 punti a novembre, portandosi sui massimi da gennaio 2001 e superando il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura a -0,75 punti. Mentre l'indice di fiducia dei consumatori statunitensi, elaborato dall'Università del Michigan, secondo la lettura definitiva di novembre si è attestato a 98,9 punti dai 100,7 di ottobre, lievemente al di sopra del dato preliminare (97,8 punti).
Sempre negli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 13.000 unità a quota 239.000 rispetto alle 240.000 attese dal consenso degli economisti. Infine, gli ordini di beni durevoli sono scesi dell'1,2% rispetto al mese precedente a 236 miliardi di dollari, ribaltando le attese degli analisti che prevedevano un rialzo dello 0,2%.
A piazza Affari bene Leonardo Spa (+2,71% a 10,6 euro) grazie alla promozione a buy di Natixis e Telecom I. (+1,32% a 0,6915 euro) su cui gli analisti restano positivi. Mediobanca Securities ha confermato sul titolo la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 1,3 euro. L'ad del gruppo, Amos Genish, ha dichiarato di essere "in piena collaborazione con il Governo riguardo alle implementazioni del golden power". Il ceo ha inoltre sottolineato che "siamo aperti a collaborare con chiunque per aiutarci a costruire la spina dorsale di cui c'è bisogno nel Paese che è fatta dalla fibra, dal 5g, da software, applicazioni e b2b".
Contrastato il comparto bancario: Intesa Sanpaolo +1,59%, Mediobanca +1,23%, Unicredit +1,09%, Ubi B. +0,53%, Bper -0,58% e Banco Bpm -0,74%. B.Carige ha chiuso la seduta con un -6,61% a 0,0113 euro nel primo giorno di aumento. I diritti hanno invece lasciato sul terreno il 41,04% a 0,076 euro.
Cnh I. (+0,27% a 11,08 euro) ha accelerato al rialzo passando in positivo dopo la pubblicazione dei risultati del concorrente Deere, superiori alle attese.
Poco mossa Mediaset (-0,07% a 3,05 euro) con gli analisti che continuano a ragionare sul possibile accordo con Vivendi sulla pay tv Premium.
Sul resto del listino si segnala Astaldi (+12,17% a 2,322 euro). ha beneficiato delle ipotesi di stampa relative al possibile ingresso di un nuovo socio e della notizia relativa alle nuove commesse. Il gruppo capitolino è infatti aggiudicato tre nuovi contratti di costruzione, per 400 milioni di euro circa in quota propria, riferiti a progetti in Cile, Polonia e Honduras. Continua quindi la strategia di derisking dell'azienda, con il progressivo riposizionamento delle attività su Paesi a rischio piú contenuto rispetto al passato.