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Piazza Affari, il decreto bollette mette al tappeto i titoli delle utility: chi perde di più

19 febbraio 2026, 17:00 Ultimo aggiornamento: 18:08

Enel e A2a tra le peggiori dell’indice. In sofferenza anche gli Etf di settore | Gli analisti: impatto fino al -17% sui profitti

All’indomani del via libere al decreto bollette da parte del governo di Giorgia Meloni soffrono i titoli delle utility a Piazza Affari. Tra i peggiori, alla chiusura delle negoziazioni di giovedì 19 febbraio, ci sono Enel (-3,6%), A2a (-2,2%), Hera (-1,4%).

In sofferenza anche Italgas (-1,4%). Fuori dall’indice principale una delle più sofferenti è invece Erg, che ha perso il 3,3%.

Rosso pesante anche per gli Etf

Il rosso pesante delle utility tricolore ha penalizzato anche il resto del settore in Europa. Uno dei più importanti Etf sul settore, Spdr Msci Europe Utilities di State Street, ha lasciato a casa l’1,9% del valore.

Il comparto, a replica fisica, ha 24 partecipazioni, gestisce più di 750 milioni di euro di masse e costa 18 punti base all’anno (espressi dall’indicatore ter). Le società italiane pesano il 18% della capitalizzazione complessiva (al terzo posto dopo Spagna e Regno Unito): tre le prime dieci posizioni dell’indice compaiono Enel e Terna (in flessione dello 0,7% a Piazza Affari). Dal suo lancio nel 2014 l’Etf ha guadagnato – considerando il reinvestimento dei dividendi – il 174%, di cui quasi il 52% solo nell’ultimo anno.

Le misure del decreto

Il decreto si pone l’obiettivo di ridurre il costo di elettricità e gas per famiglie e imprese e migliorare la competitività del sistema produttivo. A pagare il conto di questo taglio delle bollette saranno però, secondo gli analisti, principalmente i produttori di energia, con impatti sugli utili fino al 17%

Le misure più rilevanti del decreto riguardano proprio la riduzione dei prezzi: quelli del gas in Italia sono normalmente superiori di 2-5 euro per megawatt all’ora rispetto alle quotazioni del Ttf di Amsterdam. Una delle misure mira a ridurre questo differenziale tagliando i costi di trasmissione. 

Inoltre sarà escluso il costo della Co2 dalla formazione del prezzo dell’energia a partire dal 1° gennaio 2027. Questa ha tuttavia bisogno dell’approvazione dell’Unione Europea. (riproduzione riservata)



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