Per la prima volta, anche gli investitori retail possono coprirsi dal rischio sui titoli di Stato europei presenti in portafoglio tramite derivati specifici. Euronext, la holding dei listini con sede ad Amsterdam e che controlla Borsa Italiana, ha infatti lanciato i mini-futures sulle obbligazioni governative. I contratti hanno un taglio di 25mila euro. Ora è quindi possibile scommettere al ribasso sulle emissioni di debito di Italia, Francia, Germania e Spagna a 10 anni e, per quanto riguarda sempre l’Italia, anche sul Btp a 30 anni.
L’altro dato significativo è che questi strumenti sono quotati in Italia attraverso Euronext Derivatives Milan (ex Idem, Italian Derivatives Market) per conto di tutto il gruppo, che copre anche le piazze di Amsterdam, Bruxelles, Dublino, Lisbona, Oslo e Parigi. La scelta deriva dalla «posizione di leadership di Euronext nel mercato secondario del reddito fisso attraverso Mts, la piattaforma di negoziazione obbligazionaria per investitori istituzionali e nel mercato obbligazionario al dettaglio, il Mot», ragiona la holding. Il lancio rappresenta «il primo passo per sviluppare già dal prossimo anno le proposte del gruppo sui derivati obbligazionari», spiega Charlotte Alliot, Head of Financial Derivatives and Post-Trade di Euronext.
I nuovi contratti passano attraverso Euronext Clearing (la cassa di compensazione del gruppo, anch’essa con sede in Italia), che copre già i flussi in acquisto e vendita dei bond governativi, a partire dai Btp, il maggior mercato europeo di titoli di debito. Alliot sottolinea poi che l’offerta dei mini-futures per retail in realtà «è molto apprezzata anche dai gestori patrimoniali».
Anthony Attia, Global Head of Derivatives and Post Trade di Euronext, precisa che «il lancio di questa offerta arriva in un momento cruciale per l’ecosistema europeo del reddito fisso, che sta vivendo livelli elevati di volatilità». Il servizio arriva poco dopo che le agenzie di rating hanno tagliato il giudizio sulla Francia e per contro promosso quello sull’Italia. Tanto che il rendimento dei titoli decennali dei due Paesi sempre più si sovrappone, nonostante la Francia sia ancora in fascia A. A questo si aggiunge che l’operatività sul mercato secondario dei titoli di Stato costituisce una voce di ricavi più stabile e meno volatile rispetto a quella delle quotazioni, che negli ultimi anni viaggiano in calo nei mercati mondiali. (riproduzione riservata)