Chiudono in rialzo ma non brillano i principali listini del Vecchio Continente, in una giornata priva di grandi spunti macro europei. Milano chiude la giornata in rialzo dello 0,83% su quota 26 mila, seguita dal resto dell'azionario: Francoforte allo 0,22%, Parigi allo 0,15% e Londra allo 0,69%.
Wall Street prosegue in rosso invece, dopo aver aperto contrastata: il Dow Jones scivola allo 0,61%, l'S&P allo 0,70% e il Nasdaq allo 0,66%. Oltreoceano il dato sulle vendite al dettaglio di agosto ha superato nettamente il consenso degli economisti, ma gli investitori restano cauti quando manca meno di una settimana alla riunione del Fomc. Inoltre, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) sono cresciute di 20.000 unità a quota 32.000, sopra il consenso degli economisti contattati dal Wall Street Journal a 320.000. Il numero di sussidi continuativi al 4 settembre, infine, è sceso di 187.000 unità a quota 2,665 milioni.
Intanto il petrolio tratta a ribasso: il Wti cede lo 0,92% a 71,94 dollari al barile e il Brent lo 0,69% a 74,93. I dati dell'Aie di ieri hanno mostrato che il consumo di benzina degli Stati Uniti, un parametro chiave per la domanda complessiva di petrolio, è sceso bruscamente a 8,9 milioni di barili al giorno, ma tale indebolimento potrebbe essere più che compensato dalla crescente domanda in Asia guidata dalla Cina e dall'India. "Ci sono ulteriori segnali del fatto che l'appetito cinese per il petrolio sembra destinato a rafforzarsi dopo mesi di scarse importazioni di greggio dal più grande importatore di petrolio al mondo", afferma Kevin Solomon di StoneX, aggiungendo che in India "i dati preliminari hanno rivelato che le vendite di benzina nel primo semestre di settembre sono al di sopra dei livelli del 2019 mentre la ripresa della nazione dalla variante Delta prende vigore".
Intanto in calo anche l'oro (-2,16%) che tratta sotto quota 1.800 dollari l'oncia a 1.756 dollari. Sul valutario il dollaro continua a guadagnare terreno sulla moneta unica spingendola sotto quota 1,18 a 1,176. In calo anche lo spread, infine, sotto quota 100 a 99,76 punti. (riproduzione riservata)