Il Ftse Mib ha chiuso in rosso (-0,62%) l'ultima seduta di una settimana decisamente intensa, in controtendenza rispetto ai listini delle altre principali piazze europee (Cac40 +0,71%, Dax30 +0,64%, Ftse100 +0,25%).
Giornata particolarmente movimentata sul fronte politico: il parlamento catalano ha infatti approvato, a scrutinio segreto, una risoluzione che dà il via libera alla nascita della Repubblica catalana, dichiarando l'indipendenza da Madrid. Gli unionisti che rappresentano l'opposizione avevano lasciato l'aula prima del voto.
In giornata il premier spagnolo, il conservatore Mariano Rajoy, aveva presentato alla sessione plenaria del Senato le misure da adottare per il commissariamento della Catalogna, previsto dall’attivazione dell’articolo 155. Dopo la dichiarazione d'indipendenza arrivata da Barcellona, Rajoy ha affermato sul suo profilo Twitter che "Lo stato di diritto ristabilirà la legalità in Catalogna".
In Italia intanto Ignazio Visco è stato confermato governatore della Banca d'Italia per altri sei anni, non senza polemiche. Al Cdm odierno erano infatti assenti il ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina, quello dello Sport, Luca Lotti, e quello della Sanità, Beatrice Lorenzin. Assente anche la sottosegretaria del Consiglio dei ministri, Maria Elena Boschi, che non era presente nemmeno al pre-consiglio di ieri. La delibera del Consiglio dei ministri è arrivata dopo il parere positivo espresso dal Consiglio superiore di Via Nazionale. Di lì a poco il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto di nomina.
Particolarmente corposo il calendario macroeconomico di oggi, con i riflettori puntati sui dati relativi al pil statunitense. Secondo quanto rilevato dal Bureau of Economic Analysis, il prodotto interno è cresciuto del 3% nel terzo trimestre grazie agli investimenti delle imprese e alla solida spesa da parte dei consumatori. Il dato si è rivelato in leggero calo rispetto all'espansione del 3,1% mostrato nel periodo tra aprile e giugno, ma ha comunque battuto il consenso degli economisti che si aspettavano un incremento meno consistente, pari al 2,6% trimestre su trimestre, dovuto all'effetto negativo degli uragani Harvey e Irma. Sono state invece penalizzate le spese relative ai consumi, aumentate del 2,4% nel trimestre, ma comunque al di sotto del trend registrato negli ultimi anni, probabilmente a causa delle tempeste che per giorni hanno colpito alcuni Stati.
Contrastanti invece le interpretazioni del dato sulla fiducia dei consumatori americani a fine ottobre. La lettura, stilato dall'Università del Michigan, è risultata in rialzo rispetto al mese scorso a quota 100,7 punti, ma al di sotto del valore preliminare di metà mese (101,1).
L'indicatore si è mostrato peggiore delle previsioni degli analisti, che attendevano un valore a 100,8 punti. Nonostante la revisione al ribasso, la fiducia si è comunque portata ai massimi da 13 anni, ovvero dal 2004.
A piazza Affari male il comparto bancario con Unicredit -3,37%, Banco Bpm -3,29%, Ubi B. -2,98%, Bper -1,55% e Intesa Sanpaolo -0,27%. Chiudono la settimana col segno più solo Mediobanca (+1,68%) grazie alla buona trimestrale e B.Mps (+0,17%).
Male anche Eni (-1,01% a 13,78 euro) che secondo Credit Suisse (rating neutral, tp a 14,5 euro) ha pubblicato conti deludenti rispetto alle attese degli analisti.
Leggermente in calo Saipem (-0,29%) che oggi ha ufficializzato il collocamento di un'emissione obbligazionaria con scadenza 7 gennaio 2025, per un importo di 500 milioni di euro.
Prese di profitto su Cerved (-0,75%) dopo il rilascio di conti trimestrali in linea con le attese, ma con un utile netto penalizzato da maggiori
tasse, a detta di un analista.
Stm (+0,35% a 19,91 euro) ha resistito alle perdite diffuse sul mercato grazie ai giudizi positivi degli analisti ai risultati trimestrali.
Bene Luxottica (+2,39% a 48,38 euro) che secondo un analista di una primaria casa d'affari ha beneficiato del rafforzamento del dollaro sull'euro.
Mediaset ha chiuso la seduta con un +1,18% a 3,094 euro grazie alle indiscrezioni di stampa secondo le quali si starebbero registrando progressi in merito all'accordo con Vivendi per la vicenda Premium.
Negli Stati Uniti prosegue al rialzo la seduta odierna, con gli indici Dow Jones e Nasdaq rispettivamente a +0,16% e +1,98%. Oltre ai già citati appuntamenti macroeconomici, gli investitori rimangono concentrati sulla stagione dei risultati del terzo trimestre. L’entusiasmo sui mercati è dettato da dati incoraggianti, secondo cui il 74% delle società dell’S&P ha superato le attese degli analisti, percentuale superiore al 72% registrato negli ultimi quattro trimestri
Rimane aperta la questione Fed, con Jerome Powell che continua a essere il più gettonato tra i candidati a succedere a Janet Yellen. Secondo Bloomberg TV, il membro del board sarebbe la scelta di Donald Trump per il vertice della banca centrale Usa.