Le piazze europee chiudono sopra la parità, con Milano che registra +0,26%, Francoforte +0,11%, Parigi +0,20% e Londra +0,62%. Wall Street prosegue invece contrastata: il Dow Jones segna -0,20%, mentre l'S&P e il Nasdaq guadagnano rispettivamente lo 0,14% e lo 0,69%.
Il mercato continua a interrogarsi sulla durata di questa fiammata dei prezzi al consumo e si ipotizza che la Federal Reserve, che ha già tracciato la strada del tapering, possa decidere di aumentare la riduzione mensile prevista degli acquisti dei titoli. Intanto dall'Europa sono arrivate le nuove stime della Commissione Ue sull'economia: il Pil della zona euro è atteso crescere del 5% nel 2021, con l'Italia non più fanalino di coda ma locomotiva con un rialzo del 6,2%.
Il rialzo dei prezzi ha riacceso i riflettori sui rendimenti, con il Btp decennale in aumento allo 0,958% e lo spread Btp/Bund a 119 punti, oltreoceano anche il rendimento del Treasury statunitense sale all'1,526%. Intanto, nella quarta giornata del Btp Futura 2033 ha registrato ordini per 360 milioni euro.
Tratta in rialzo intanto il petrolio, con il Wti che vale 81 dollari al barile e il Brent 83 dollari. L'organizzazione dei paesi esportatori di petrolio ha nuovamente rivisto al ribasso le stime sulla crescita della domanda mondiale per il 2021, sotto l'effetto del rallentamento della ripresa in Cina e India nel terzo trimestre. Nel suo rapporto mensile, il cartello stima che la domanda mondiale di petrolio crescera' di 5,7 milioni di barili al giorno (mb/g) per tutto il 2021, mentre a ottobre prevedeva una crescita annua di 5,82 milioni di barili al giorno e a settembre di 5,96 milioni. Secondo l'Opec, il consumo globale di petrolio dovrebbe raggiungere i 96,4 milioni di barili al giorno nel 2021. "Le revisioni sono dovute principalmente a una domanda piu' lenta del previsto da Cina e India nel terzo trimestre del 2021" spiega il cartello.
Dopo i dati dell'inflazione di ieri, in rialzo inoltre l'oro (+0,77%) a 1.862 dollari l'oncia. Nel valutario si rafforza il dollaro al massimo da 16 mesi, con il cambio euro/dollaro che è sceso a 1,14, seguono la sterlina che sul dollaro perde lo 0,12% a 1,33 e la moneta america che intanto guadagna lo 0,09% a 114. (riproduzione riservata)