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Piazza Affari chiude in rialzo, brilla Telecom Italia
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Piazza Affari chiude in rialzo, brilla Telecom Italia

di Marco Sasso
23 novembre 2017, 18:15 Ultimo aggiornamento: 18:18

Il FtseMib ha chiuso in rialzo dello 0,37% a 22.397 punti, nonostante una seduta abbastanza piatta dovuta alla chiusura di Wall Street per il giorno del ringraziamento. Sul fronte macro, notizie positive dagli indici Pmi dell'Eurozona. Male Carige, che al secondo giorno dall'aumento di capitale ha perso oltre il 4% | Telecom corre sull'ipotesi di scorporo della rete

Chiusura di seduta positiva per Piazza Affari, con il FtseMib che ha guadagnato lo 0,37% a 22.397 punti, in una giornata caratterizzata da un ridotto volume di scambi dovuto alla chiusura della borsa americana per il giorno del Ringraziamento.

A Londra l'indice Ftse100 ha chiuso in sostanziale parità (-0,02%), senza reazioni di rilievo da parte del mercato in seguito alla pubblicazione della lettura sul prodotto interno lordo della Gran Bretagna del terzo trimestre, in aumento dello 0,4% su base trimestrale e dell'1,5% anno su anno e praticamente in linea con il consenso degli economisti. Secondo gli analisti di Ubs, la contrazione delle stime sulla crescita economica del Regno Unito per i prossimi 5 anni, annunciata ieri dal Cancelliere dello Scacchiere britannico Philip Hammond, suggerisce che la Brexit potrebbe avere "conseguenze ancora più dure del previsto". Di opinione diversa l’economista di Berenberg Kallum Pickering, secondo il quale l'economia della Gran Bretagna "dovrebbe procedere al rialzo, sulla scia del trend globale positivo".

In Germania, invece, la lettura definitiva del terzo trimestre ha indicato che il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,8% a livello trimestrale e del 2,8% su base annuale, in accelerazione rispetto al +0,6% su base trimestrale del periodo tra aprile e giugno. Poco dopo la diffusione del dato, inoltre, l'istituto Ifo ha alzato la stima di crescita economica della Germania per il 2017 al 2,3% dall'1,9%. Nonostante ciò, a Francoforte, l'indice Dax30 ha chiuso a 13.009 punti, in lieve ribasso dello 0,05%. Secondo gli analisti di Barclays, stando ai sondaggi "gli elettori tedeschi preferiscono nettamente tornare a votare piuttosto che veder nascere un Governo di minoranza”, ma dall’altro lato l'eventualità di nuove elezioni politiche in Germania avrebbe un impatto negativo sull'euro.

Gli esperti hanno sottolineato che le nuove consultazioni elettorali si terrebbero probabilmente nella primavera del 2018, seguiti poi da colloqui per la formazione della coalizione di governo in estate, perciò "tutte le decisioni importanti dell'esecutivo, incluse quelle riguardanti l'Eurozona, la Brexit e la politica fiscale, rimarrebbero congelate fino ad allora". Questo scenario, secondo gli analisti, andrebbe ad aggiungere ulteriore incertezza politica, considerando che nello stesso periodo dovrebbero svolgersi anche le elezioni italiane, il cui risultato non è affatto scontato.

Oggi, inoltre, la Banca Centrale Europea ha pubblicato le minute della riunione del board dello scorso 26 ottobre, quando l'autorità monetaria europea ha comunicato sia il prolungamento del quantitative easing per ulteriori 9 mesi oltre la scadenza di dicembre 2017, sia il taglio dello stimolo monetario, riducendo gli acquisti dagli attuali 60 miliardi di euro a 30 miliardi. Dalle minute è emerso che c'è stata divergenza di opinioni tra i membri del consiglio direttivo  in relazione all'annuncio di una data precisa per la fine del programma di allentamento quantitativo.

Asmara Jamaleh, economista di Intesa Sanpaolo, ha fatto notare che al momento "la maggioranza del board è ancora concorde sul fatto che la normalizzazione debba procedere nel modo più graduale possibile, per due motivi. Il primo è che l'inflazione resta sotto il target e quindi serve ancora un grado elevato di accomodamento monetario. Il secondo, più implicito", ha proseguito, "è che la Banca centrale vuole evitare un eccessivo apprezzamento dell'euro che certamente si verificherebbe se venisse stabilita una data precisa di fine Qe". Secondo l'esperta, tale rafforzamento avrebbe un impatto negativo sull'inflazione, ostacolando il ritorno dei prezzi verso l'obiettivo del 2%.

Particolarmente ricco il calendario macroeconomico di oggi, dal quale sono giunte notizie positive: oltre ai già citati dati relativi ai pil tedesco e britannico, l'indice Pmi composito dell'Eurozona preliminare di novembre si è attestato a 57,5 punti, oltre i 56 di ottobre e del consenso; l'indice preliminare relativo al settore dei servizi è inoltre risultato pari a 56,2 punti, sopra i 55 del mese precedente e al di sopra dei 55,2 del consenso; infine quello manifatturiero si è attestato a 60 punti, in rialzo rispetto ai 58,5 di ottobre e ai 58,3 punti del consenso. Il Pmi servizi composito dell'Eurozona è risultato sui massimi da 6 mesi e quello manifatturiero da 211 mesi.

Tra i titoli di Piazza Affari, nel complesso positive le banche: bene Intesa Sanpaolo (+0,14%), Ubi (+1,11%), Unicredit (+0,72%) e recupero per Banco Bpm (+0,82%) e Bper (+0,59%). Male invece Banca Mps che ha ceduto l'1,5% e, fuori dal listino principale, Carige che, al secondo giorno di aumento di capitale ha perso il 4,08%.

Ha brillato Telecom Italia, che ha chiuso le contrattazioni in rialzo del 4,48% e 0,72 euro per azione. A spingere il titolo della compagnia telefonica le ipotesi sempre più insistenti che sul tavolo del cda convocato per il 5 dicembre possa esserci l'avvio di uno studio sui pro e i contro della separazione della rete. 

Bene anche il settore del lusso in attesa del Black Friday: Luxottica ha guadagnato l'1,33%, Salvatore Ferragamo l'1,24% e Moncler l'1,2%. In controtendenza invece YNap (-1,38%).

Acquisti su Mediaset (+0,85% a 3,076 euro). Il focus del mercato resta sul possibile accordo con Vivendi sul fronte Premium.

Stm ha segnato un +0,83% a 20,59 euro, con JPMorgan che ha alzato il prezzo obiettivo a 26 da 22,5 euro, confermando la raccomandazione overweight. Gli analisti pensano che il 2018 sarà un anno molto forte per Stm.



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