Prosegue la debolezza dei mercati europei, in controtendenza rispetto a Wall Street (Dow Jones +0,8%, S&P 500 +1,3% e Nasdaq Composite +1,28%). Il Ftse Mib cede lo 0,6% a 31.107 punti, il Cac-40 lo 0,27%, il Dax lo 0,1% e l'Ibex-35 lo 0,33%. A pesare sul sentiment è anche la debolezza dei consumi nell'Eurozona, con le vendite al dettaglio calate a giugno dello 0,3% su base annua contro attese per uno +0,1%.
Il rallentamento economico nell'area dell'euro e in Cina era già evidente, così come molti altri fattori che avrebbero potuto scatenare il sell-off ben prima di ieri. Goldman Sachs riconosce nei dati sul mercato del lavoro degli Stati Uniti di venerdì uno scossone che ha ridestato gli operatori dalla compiacenza: le brutte notizie iniziano a essere considerate tali e la tanto attesa correzione del mercato è arrivata, complice anche il tradizionale appuntamento agostano con Jackson Hole, occasione in cui la Fed potrà dimostrare primi segnali più accomodanti in termini di liquidità del mercato secondo Intermonte.
Le prospettive rimangono comunque meno favorevoli per il settore bancario, che infatti a Piazza Affari chiude contrastato. Tra le blue chip B.Mps (+8,69% a 4,715 euro) è in spolvero dopo aver presentato la trimestrale e il piano strategico al 2028. L'utile netto è salito dell'87,3% a 1,16 mld euro e, guardando all'esercizio 2024, il Monte prevede 1,3 mld euro di profitti e dividendi oltre 950 mln euro. Il piano include invece un utile pre-tax a 1,4 mld euro al 2026 e a 1,7 mld al 2028.
B.P.Sondrio, dal canto suo, archivia la seduta in calo dello 0,87%. L'utile netto del primo semestre è salito del 27,3% a/a a 263,6 mln euro e il 2024 è atteso almeno in linea con il 2023. In linea con l'andamento del settore anche Credem (-0,66%); i conti semestrali sono stati giudicati positivamente dagli analisti e, in particolare, Banca Akros ha promosso il titolo ad accumulate da neutral.
Focus poi su Bff Bank che, dopo un avvio di seduta in netto rialzo (oltre quota +5%), chiude a +0,73%. Gli analisti sono divisi nel commentare la trimestrale, in quanto se, da un lato, è emersa una certa debolezza a livello di volumi nel factoring e nei prestiti, dall'altro i numeri non escludono una revisione al rialzo della guidance al 2026 dopo la riclassificazione patrimoniale, previo l'ok di Bankitalia. Il Cet-1 ratio si è attestato all'11,9%, prossimo alla soglia per tornare alla distribuzione del dividendo.
Il contesto di mercato negativo spinge al ribasso anche gli asset manager come B.Mediolanum (-0,31%); a luglio, il saldo della raccolta gestita è stato di 1,03 mld euro, il mese migliore di sempre che porta il totale da inizio anno a quota 6,34 mld euro. Anche Finecobank (-1,33%) ha riportato i risultati commerciali di luglio, con una raccolta netta di 755,4 mln (+55% a/a) e un ulteriore rafforzamento del brokerage. Il titolo sconta anche qualche presa di profitto in scia al recente rally.
Infine, l'effetto conti spinge Fila in rialzo del 2,17%, grazie a un utile netto semestrale normalizzato di 32 mln euro (23,7 mln nel primo semestre 2023) considerando anche il contributo dell'indiana Doms, pari a 1,4 milioni per il 30,6% - recepito solo per i primi tre mesi del 2024 perché la società riporta i dati al 31 marzo -.