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Piazza Affari cauta in attesa della Fed
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Piazza Affari cauta in attesa della Fed

di Marco Sasso
31 ottobre 2017, 18:15

Chiusura poco mossa per Piazza Affari e per le principali borse Ue in vista del meeting del Fomc e dell'annuncio di Trump sul nuovo presidente Fed. In Giappone, la BoJ insiste con una politica monetaria più accomodante rispetto alle altre banche centrali. Tra i dati macro, attesa per il report sul lavoro Usa di venerdì. Nell'Eurozona inflazione sotto le previsioni degli economisti

Piazza Affari e le principali borse europee hanno chiuso la seduta odierna sostanzialmente poco mosse: Ftse Mib +0,18%, Cac40 +0,18% e Ftse100 +0,07%, mentre la borsa di Francoforte è rimasta chiusa per festività. Gli investitori sono rimasti cauti in attesa degli esiti della riunione del Federal Open Market Committee (Fomc) in programma per stasera, col conseguente annuncio sui tassi d'interesse previsto per domani.

Nel frattempo, in Giappone la BoJ ha tagliato alcune delle stime di crescita dell'inflazione e ha lasciato invariata la sua politica monetaria, continuando perciò a seguire una linea piuttosto accomodante per raggiungere il target del 2% dell'indice dei prezzi al consumo in un momento in cui altri Istituti a livello mondiale si stanno avviando verso un'uscita dalle misure di allentamento.

Decisamente corposo il calendario macroeconomico di oggi: secondo la lettura preliminare fornita da Eurostat, a ottobre l'inflazione nell'Eurozona è cresciuta dell'1% a livello annuale, in calo rispetto all'1,5% anno su anno di settembre e al di sotto del consenso degli economisti (+1,4% anno su anno). Inoltre l'inflazione core preliminare, sempre nel mese di ottobre, è aumentata dello 0,9% su base annua, meno di qunato previsto dal consenso degli economisti che indicava un aumento dell'1,1%.

Gli economisti di Morgan Stanley, Daniele Antonucci e Joao Almeida, hanno affermato che l'inflazione dell'Eurozona "dovrebbe calare ulteriormente nei prossimi mesi, prima di rimbalzare", commentando la lettura debole dei dati odierni sull'indice dei prezzi al consumo europeo a ottobre. Gli esperti hanno sottolineato che questa traiettoria ondivaga dell'inflazione "è in linea con l'approccio di interventi sul mercato di minore importo ma per un tempo più lungo adottato dalla Banca centrale europea".

Sempre nell'Eurozona, a settembre la disoccupazione è scesa all'8,9% (nel mese precedente si era attestata al 9%), raggiungendo il livello minimo dal gennaio del 2009. Il dato dell'Ue esteso ai 28 paesi è rimasto stabile al 7,5%, ai livelli minimi dal novembre 2008. Secondo le stime dell'Eurostat, nel mese scorso i disoccupati erano 18,446 milioni di cui 14,513 nell'Eurozona.

Tra i dati macroeconomici degli Stati Uniti, l'indice Standard & Poor's/Case-Shiller di agosto riguardante i prezzi delle case ha registrato una crescita del 6,1% anno su anno, dopo il +5,9% del mese precedente, mentre su base mensile è cresciuto dello 0,5%. Il costo dell'occupazione è salito dello 0,7% trimestre su trimestre e del 2,5% anno su anno nel terzo trimestre, in accelerazione rispetto al +0,5% del trimestre dello scorso anno e al +2,4% anno su anno dei tre mesi precedenti.

La lettura ha battuto leggermente il consenso degli economisti che si aspettavano un rialzo dello 0,6% trimestre su trimestre. In ultima battuta, l'indice Napm di Chicago, basato su un'indagine condotta sui direttori d'acquisto del settore manifatturiero, è cresciuto a ottobre a 66,2 punti dai 65,2 di settembre, superando il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura a 60 punti.

Secondo gli strategist di Mps Capital Services "il mercato oggi ha reagito in modo limitato alla pubblicazione dei dati macroeconomici dell'Eurozona e degli Stati Uniti. Gli operatori continuano a concentrarsi su altri aspetti, come la riunione del Fomc della Federal Reserve e la nomina del nuovo presidente della banca centrale americana".

A piazza Affari, balzo di Cnh Industrial (+5,48% a 10,97 euro) grazie alla pubblicazione dei risultati del terzo trimestre 2017 che, come ha spiegato JPMorgan, hanno battuto le attese del consenso e sono stati accompagnati da un aumento della guidance sul 2017.

Ferrari (+1,98% a 102,9 euro) ha chiuso nuovamente in crescita in attesa dei conti: il consenso sui risultati del trimestre stima ricavi pari a 828,2 milioni di euro, un ebit di 188 milioni, un ebit margin del 22,7%, un ebitda pari a 250,5 milioni e un utile netto di 128 milioni.

Contrastanti le chiusure dei principali titoli del settore bancario: Ubi Banca +0,8%, Banco Bpm +0,07%, Bper -0,48%, Mediobanca -0,74%, Intesa Sanpaolo -0,89% e Unicredit -1,68%. Particolarmente male Banca Carige che ha chiuso con un -2,24% a 0,2092 euro. La banca, al termine di un processo competitivo avviato lo scorso 24 luglio, ha firmato oggi il preliminare di vendita per l'immobile situato in Corso Vittorio Emanuele II a Milano con il Fondo Immobiliare Antirion Global Comparto Core, fondo comune di investimento alternativo riservato multicomparto gestito da Antirion.

Ansaldo Sts ha chiuso a -0,59% nel giorno della pubblicazione dei risultati. Nei nove mesi dell'anno, Ansaldo Sts ha accresciuto l'utile netto del 34,5% a 61,6 milioni di euro, dopo ricavi in aumento del 4,9% a 945 milioni. Molto bene invece Geox (+6,72% a 3,75 euro) che ha accelerato al rialzo con la rottura dei 3,5 euro.

Dall'altra parte dell'oceano, i principali listini statunitensi proseguono cauti seguendo il trend che ha caratterizzato le piazze europee (Dow Jones +0,10%, Nasdaq +0,40%). Oltre all'attesa per la pubblicazione del report sul mercato del lavoro Usa previsto per venerdì, gli operatori rimangono concentrati sulla questione Fed: secondo una fonte, il presidente degli Stati Uniti potrebbe porre Jerome Powell al vertice della banca centrale americana, in quanto considerato più morbido del rivale John Taylor. La decisione di Trump è attesa per giovedì.



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