Dopo l'entusiasmo nel finale della scorsa della settimana dovuto alle indiscrezioni sul fronte dei non-performing loan, il settore bancario ha trascinato verso il basso piazza Affari, con il FtseMib che ha chiuso in ribasso dell'1,07% a quota 22.176 punti. Più contenute, invece, le perdite registrate sulle altre principali piazze borsistiche europee: Parigi ha chiuso la seduta in calo dello 0,56%, Londra dello 0,35% e Francoforte dello 0,46%.
La vigilanza bancaria europea ha ribadito la proposta di richiedere alle banche maggiori accantonamenti sui nuovi crediti deteriorati, sostenendo che la questione Npl sia uno dei principali ostacoli che gli istituti di credito dell'area euro sono chiamati ad affrontare. Secondo la Banca d'Italia, tuttavia, l'applicazione di accantonamenti minimi anche agli 'Unlikely to pay' (le inadempienze probabili) a partire dal 2018, come previsto dalle linee guida sui crediti deteriorati emanate dalla Bce, rischia di condurre le banche a mandare in liquidazione i debitori anziché cercare il recupero del credito. Inoltre, in seguito alla sostituzione del principio contabile IAS 39 col nuovo IFRS 9, sempre dal 2018, la Banca d'Italia ha stimato per le banche italiane una riduzione media del Cet1 ratio di 38 punti base.
"Sul mercato c'è una fase di sell-off generalizzato, con il principale indice milanese che è appesantito dal comparto bancario e dall'oil", ha affermato uno strategist interpellato dall’agenzia MF-DowJones, aggiungendo che "probabilmente l'euro forte sta condizionando un po' tutte le Borse del vecchio continente". Il tasso euro/dollaro continua infatti a rimanere oltre la soglia di 1,19 dopo la pubblicazione dell'indice Ifo tedesco avvenuta venerdì scorso, che ha visto la lettura attestarsi a un massimo storico di 117,5 punti, battendo il consenso degli economisti di 116,5.
Nel frattempo in Germania, dopo il fallimento dei negoziati tra Cdu, Fdp e Verdi per la formazione della "coalizione Giamaica", l'unione cristiano-democratica è pronta a intavolare una trattativa con i socialdemocratici della Spd per formare un nuovo governo di coalizione e superare così le difficoltà politiche che hanno colpito Berlino nelle ultime settimane. Lo ha annunciato la cancelliera e presidente della Cdu Angela Merkel che, al termine di una riunione dei conservatori, ha reso noto di aver ricevuto "mandato pieno" dai vertici del partito per cercare un'intesa con la formazione di Martin Schulz. "Non solo abbiamo diversi problemi in Germania” ha affermato la Merkel, "ma esistono in Europa grandi aspettative per delle risposte su delle questioni urgenti".
La cancelliera ha ribadito il ruolo centrale che ricopre Berlino all'interno dell'Unione europea. "Dati i conflitti in Medio Oriente, la situazione con la Russia, la situazione negli Stati Uniti, credo sarebbe bene che la Germania sia in grado di assumere delle iniziative", ha concluso. Dunque una riedizione della "Grosse Koalition" con la Spd rappresenta adesso l'unica alternativa per evitare nuove elezioni nel Paese. Questa eventualità, stando ai sondaggi, sarebbe gradita da circa il 52% dei tedeschi.
"Gli operatori sono cautamente ottimisti sull'azionario in Europa", ha sottolineato David Madden, Market Analyst di CMC Markets, citando una situazione più ottimistica in Germania dal punto di vista politico in vista della possibilità di una Coalizione tra i socialdemocratici della Spd e i cristiano-democratici della Cdu. Peraltro, ha osservato l'esperto, "l'economia tedesca è andata bene anche senza un governo negli ultimi due mesi. Comunque gli investitori apprezzerebbero una stabilità politica".
Sul fronte macroeconomico, la settimana appena iniziata si prospetta piena di appuntamenti rilevanti: domani l'attenzione degli investitori sarà concentrato sulla massa monetaria nell'Eurozona e sull'indice di fiducia dei consumatori statunitensi, mentre per mercoledì è atteso lo stesso indice per la zona Euro, oltre alle letture sul pil in Francial'inflazione in Germania. Sempre per mercoledì è atteso il dato sul pil statunitense nel secondo trimestre.
I dati macro rilasciati oggi, invece, hanno riguardato l'indice di fiducia dei consumatori italiani, passato a novembre a 114,3 punti dai 116 di ottobre, e quello relativo alle imprese, che ha registrato un calo più lieve da 109,1 a 108,8 punti. Inoltre, le vendite di nuove unità abitative negli Stati Uniti sono incrementate a ottobre del 6,2% a livello mensile a 685.000 unità, battendo il consenso degli economisti di 620.000.
A piazza Affari, dunque, male il comparto bancario: Bper -3,29%, B.Carige -2,83%, Banco Bpm -2,76%, Intesa Sanpaolo -1,85%,
Unicredit -1,17%, Mediobanca -1,17% e Ubi B. -0,2%.
Enel (-0,56% a 5,325 euro) ha mostrato una buona resistenza ai cali diffusi sul mercato. Deutsche Bank ha alzato il prezzo obiettivo del titolo da 5 a 5,4 euro, confermando la raccomandazione hold.
In negativo anche Fca (-0,95% a 14,6 euro). Nel fine settimana la stampa è tornata su un tema ricorrente in Borsa, quello dello spin-off di Magneti Marelli e Comau.
Mediaset ha lasciato sul terreno l'1,62% a 3,15 euro dopo il +4,1% messo a segno nell'ultima seduta della scorsa settimana. Mediobanca Securities ha confermato comunque sul titolo la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 3,76 euro dopo un meeting col management del gruppo, dal quale è emerso che al momento non c'è niente di concreto con Vivendi sull'accordo per Premium nonostante gli avvocati siano a lavoro.
Sul resto del listino, Astaldi (-7,23% a 2,206 euro), reduce dal tonfo di inizio mese, nelle ultime sedute ha tentato un parziale recupero. Il focus secondo gli analisti nei prossimi mesi resterá comunque sul piano di ristrutturazione finanziaria.