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Piazza Affari ancora in rialzo dopo gli annunci della Bce
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Piazza Affari ancora in rialzo dopo gli annunci della Bce

di Marco Sasso
26 ottobre 2017, 18:15

Hanno chiuso in positivo il Ftse Mib e le altre borse europee dopo gli annunci di oggi della Bce. Tra i singoli titoli, vola Stm grazie ai risultati trimestrali. Bene anche Fca grazie al giudizio di Goldman Sachs

Piazza Affari e le altre principali borse europee hanno accolto positivamente l’annuncio dell’avvio del tapering da parte della Banca Centrale Europea. Il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dell’1,61% a quota 22.807 punti. Bene anche il Cac40(+1,50%), il Dax30 (+1,39%) e il Ftse100(+0,53%).

Come atteso, in giornata è arrivato l’annuncio da parte del presidente Mario Draghi sulla progressiva riduzione degli stimoli monetari: a partire da gennaio l’ammontare mensile di acquisti di titoli verrà dimezzato a 30 miliardi di euro, rispetto agli attuali 60 miliardi, sino alla fine di settembre 2018 o anche oltre se necessario, finché non risulterà evidente un aggiustamento persistente dell'evoluzione dei prezzi, coerentemente con l'obiettivo di un'inflazione vicina al 2%.

Draghi ha poi puntualizzato che la Bce continuerà a reinvestire i titoli giunti a scadenza senza stabilire un termine per questo meccanismo e che le aste agevolate di rifinanziamento alle banche a tasso fisso proseguiranno almeno fino al 2019. Infine, ha confermato i tassi di interessi dell'area euro ai minimi storici: zero sulle principali operazioni di rifinanziamento, 0,25%  sulle operazioni marginali e -0,40% sui depositi parcheggiati dalle banche.

Pietro Aldo Arriciati, analista finanziario di STO (Afx Capital), ha dichiarato che "la riduzione del Qe ha rispecchiato le attese. Il mercato ha inoltre accolto bene l'atteggiamento accomodante di Draghi che non ha sottolineato la necessità di tagliare ulteriormente gli acquisti nell'ambito del Qe, ma anzi ha detto che resta necessario lo stimolo monetario e che in caso di bisogno il Qe potrà essere nuovamente incrementato".

Secondo Julien-Pierre Nouen, chief economic strategist di Lazard Freres Gestion, l'Istituto di Francoforte "vuole evitare un irrigidimento non garantito delle condizioni finanziarie, come un altro brusco rialzo dell'euro, oppure un incremento troppo rapido dei tassi di interesse a lungo termine". Nel caso in cui dovessero verificarsi le due ipotesi, "la Bce cercherebbe di evitarle utilizzando la forward guidance oppure rivedendo i parametri dei propri acquisti", ha commentato lo strategist, che ha inoltre precisato che "se, al contrario, l'inflazione dovesse subire una brusca accelerazione nei prossimi mesi, i fautori della linea dura alla Bce potrebbero cercare di accelerare il processo di normalizzazione".

In Italia il premier Paolo Gentiloni ha proposto la conferma di Visco come governatore di Bankitalia nella lettera inviata al Consiglio superiore di Via Nazionale. La conferma sembrava scontata fino a qualche settimana fa, ma era poi stata rimessa in discussione dopo la presentazione di una mozione del Pd. E’ attesa per domani la nomina ufficiale da parte del presidente della Repubblica.

Particolarmente ricco il calendario macroeconomico di oggi: oltre ai già citati tassi d’interesse, la Bce ha annunciato che la massa monetaria M3 dei Paesi dell'Eurozona ha registrato a settembre un aumento del 5,1% su base annuale, aggiungendo che i prestiti alle famiglie sono saliti del 2,7% anno su anno, mentre quelli alle imprese sono cresciuti del 2,5% nello stesso periodo di riferimento.


Negli Stati Uniti il Dipartimento del Lavoro ha reso noto che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 10 mila unità a quota 233 mila (dato destagionalizzato), al di sotto delle 235 mila attese dal consenso degli economisti. Infine, l'indice pending home sale Usa, elaborato dalla National Association of Realtors, è rimasto invariato a settembre a livello mensile attestandosi a 106 punti. Tale indicatore fa riferimento alla vendita di case esistenti per le quali è stato sottoscritto un contratto preliminare ma non ancora definitivo ed è considerato particolarmente esplicativo della situazione economica e della sicurezza delle famiglie rispetto ai propri mezzi finanziari.

A Piazza Affari in grande spolvero Stm (+11,96% a 19,84 euro) che ha festeggiato i risultati positivi del terzo trimestre 2017 e la guidance superiore alle attese.

Tra i titoli del settore bancario, Intesa Sanpaolo +0,97%, Mediobanca +0,65%, Ubi B. +0,63%, Bper -0,05%, Unicredit -0,17% e Banco Bpm -0,39%.

Bene Fca (+2,92% a 14,82 euro), che ha beneficiato invece dell'aumento del target price da 25,3 a 25,5 euro da parte di Goldman Sachs, che ha confermato il titolo nella propria Conviction List Buy.

Chiusura col segno più anche per Eni (+0,87% a 13,92 euro) in vista della pubblicazione dei conti del terzo trimestre di domani.

Poco mosso il titolo Recordati (+0,25% a 39,7 euro) che, a detta di alcuni analisti, ha pubblicato risultati trimestrali a detta leggermente superiori alle attese del mercato.

Negli Stati Uniti Dow Jones e Nasdaq proseguono poco mossi, rispettivamente a +0,35% e +0,05%. Grande attenzione è rivolta all’uscita dei conti trimestrali: Alphabet, Amazon, Microsoft e Intel sono tra le principali società che pubblicheranno i risultati oggi.

Tiene banco la questione Federal Reserve: Janet Yellen sembra ormai fuori dalla corsa per aggiudicarsi un secondo mandato al vertice della banca centrale americana, come riferito da una fonte molto vicina al presidente Donald Trump. La scelta del presidente sarà tra Jerome Powell, dal 2012 membro del board della Fed, e John Taylor, l'economista “falco” della Stanford University.



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