Il progetto di riarmo europeo da 800 miliardi è stato annunciato dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen «o forse sarebbe meglio dire il colonnello von der Leyen, che per sei anni è stata ministra della difesa tedesca e quindi è molto sensibile al richiamo di una lobby che conosce più che bene. E forse sarà anche per questo che ha deciso di bypassare il voto del Parlamento Ue sul suo piano bombe, missili e cannoni», ha commentato il vicepresidente del Movimento Cinque Stelle, Mario Turco.
Per capire «chi si è arricchito, chi si arricchisce e chi si arricchirà con questa sciagurata operazione basta vedere un po’ le performance di borsa di alcuni dei principali colossi europei della difesa da quando è scoppiato il conflitto russo-ucraino nel febbraio 2022 a oggi». La tedesca Rheinmetall ha segnato il +1.000%, l’italiana Leonardo +542%, la tedesca Hensoldt +353%, la francese Thales +165%, l’inglese Bae Systems +147%, la francese Safran +130%.
Queste performance «ci aiutano anche a capire lo spolpamento delle borse europee, e segnatamente della borsa italiana, ormai sempre più dominata dalle aziende dei comparti bellico e bancario», anche per la loro capacità di garantire «rendimenti stratosferici grazie alla politica dei tassi della Bce e degli ingenti investimenti nelle armi deciso dalla Commissione europea». E di conseguenza, secondo Turco «le altre aziende, le medie e le piccole, quelle che avrebbero bisogno di un listino davvero funzionante per svilupparsi a accedere ai capitali, saranno sempre più tagliate fuori». Il piano della von der Leyen non andrà che ad «aggravare questa situazione, già evidente». (riproduzione riservata)